6 cose che vorrei in FIFA 23, e perché sono certo che non ci saranno

FIFA 23 è sempre più vicino, ecco tutte le cose che vorrei vedere ma che temo non ci saranno nel prossimo titolo firmato EA Sports.

FIFA 23 non è affatto lontano, l’annuncio dovrebbe essere vicinissimo e anche la data d’uscita sul mercato non dovrebbe distare molto. Come sempre, infatti, il titolo dovrebbe uscire tra settembre e ottobre, e dovrà accompagnare tutti gli appassionati fino alla fine della prossima estate. Ecco le cose che vorrei vedere nel prossimo titolo di EA SPORTS, tenendo conto della disponibilità economica e del know-how che la multinazionale canadese ha a disposizione.

6 cose che vorrei in FIFA 23, e perché sono certo che non ci saranno

1) Gameplay più lento ed equilibrato. E’ senza dubbio il marchio di fabbrica del modo di vedere e intendere il calcio di EA Sports quello di rendere ogni partita un continuo correre dietro alla palla e l’avversario. E per quanto si possa apprezzare la scelta di un gameplay molto arcade, certe volte l’estrema velocità dell’azione e il continuo effetto flipper tendono a stancare. La mediana diventa soltanto un luogo dove passare subito la palla per smistarla sulle fasce e correre continuamente. E sebbene siano stati fatti passi da gigante per quanto riguarda l’impatto di esterni e centravanti più fisici e tecnici, comunque si tenderà sempre a preferire un reparto fatto da scattisti, che hanno il fiuto del gol come optional. Un FIFA 23 più lento sarebbe incredibile. E anche più equilibrato, perché è davvero strano pensare di fare il 20% di possesso palla e perdere con il Manchester City in casa contro la neopromossa della Premier se si osa giocare a Ultimate.

FIFA 23, tra le cose che vorrei c’è una grande carriera

2) Una vera carriera. Possibile che nel 2022 la modalità carriera preveda ancora gli stessi 6 slot per gli osservatori dei campionati maggiori e gli stessi 3 slot per gli osservatori della Primavera? Possibile che puntualmente le società impongano agli allenatori degli obiettivi davvero assurdi come vincere l’Europa League ad una squadra di metà classifica? E’ possibile che le conferenze, le interviste e le “interazioni” con i giocatori si limitino ad una lista di domande e risposte che possiamo contare sulle dita di una mano? E’ possibile che non si possa gestire il prezzo dei biglietti, ampliare lo stadio, investire nelle strutture e fare qualsiasi cosa che ci faccia sentire davvero il cuore del club, con risultati da vedere a lungo termine? Possibile che il calciomercato sia o estremamente facile (elastico) o assolutamente impossibile (rigido) senza vie di mezzo? Possibile che in certi casi cambiare squadra sia praticamente impossibile? Possibile che non vi sia alcuna differenza, per atmosfera, tra un’amichevole estiva e la finale di Champions League?

Carriera giocatore. Perché un centravanti dovrebbe avere l’onere di far fare alla propria squadra il 60% di possesso palla? Perché se il mio giocatore si fa male il tecnico perde fiducia in me e vengo messo fuori rosa come se mi stessi comportando male e non come se fossi un calciatore da recuperare?

FIFA 23 Benzema

3) Un vero calciomercato. Oggigiono il calciomercato è sempre più importante, cons quadre che trattano per settimane per chiudere un accordo maledettamente dispendioso e follemente complesso, con tante clausole e sottoclausole da tenere in considerazione. Ad esempio la Fiorentina ha comprato Jovic dal Real Madrid a costo zero, con una clausola che prevede il versamento del 50% del ricavato dalla vendita del centravanti alle casse dei Blancos quando sarà venduto, tra due anni. Non chiediamo una formula così complessa, ma certamente più sfumature sì. Perché quando mettiamo un giocatore in prestito il 90% delle offerte arrivano da club che non schiereranno mai il nostro terzino di 17 anni con 66 di overall? Perché non possiamo accordarci anche sul ruolo (cruciale, importante ecc) che avrà il nostro giocare quando andrà in prestito?

4) Tattica. Nel calcio reale, ogni singolo giorno allenatore, vice, assistenti e osservatori si riuniscono in lunghissime e complesse riunioni tattiche per prepararsi al match che verrà. E’ fondamentale conoscere l’avversario meglio di se stessi per poterne sfruttare le debolezze ed evitare che possa utilizzare i propri punti di forza. In FIFA 22 questa cosa non c’è, semplicemente si fa la stessa cosa, cercando di imporre il proprio gioco e basta. Se esistesse un report dell’avversario le cose cambierebbero. Un esempio: l’Atalanta ha venduto Muriel a 30 milioni di euro al Leeds United, e gioca con Zapata come titolare e ha in panchina, pronto a subentrare, il neoacquisto Paul Ebere Onuachu. Un centravanti costato 21 milioni e che ha 93 di forza e 85 di precisione nei colpi di testa. Questo significa che la Dea giocherà sempre con una punta potente e alta, ma anche lenta. La contromossa perfetta è quindi schierare i nostri difensori centrali più forti e alti, e bloccare in ogni modo possibile i cross dalle fasce, magari mettendoci con un 4-4-2 e tenendo i terzini bloccati dietro. La modalità carriera sarebbe molto più divertente così!

FIFA 23, FUT migliore e facce più… vere

5) FUT meno dispendioso. E non parlo (solo) di gameplay, di cui ho discusso sopra. Parlo della quantità di carte assolutamente imbarazzante che vengono pubblicate ogni singola settimana e che rendono l’intera esperienza un continuo correre in avanti, follemente, per aggiornare di giorno in giorno la propria rosa. E basta davvero pochissimo per restare indietro e finire in un gap tecnico da cui riprendersi diventa impossibile. Per una volta vorrei che l’esperienza mantenesse la qualità e l’equilibrio dei primi mesi, prima che, come sempre, giunga Natale e tutto vada fuori controllo tra carte speciali, squadre arcobaleno, mercato che crolla ecc ecc.

Il volto di Oshimen 

6) Più facce reali. Tantissimi campioni di squadra importanti, che da anni fanno la differenza in club di primo livello, continuano ad avere un volto abbozzato e poco definito. Ci sono giocatori molto importanti in Europa che EA non ha scannerizzato per meglio ricreare i propri volti nel gioco. In Serie A si pensi a Bennacer, Meret, Di Lorenzo, Oshimen, Caprari, Simeone, Vlahovic, Berardi e tanti altri non abbiano la game face dopo tutti questi anni? Per non parlare del resto dei campionati.

Perché credo che non vedrò nulla di tutto questo

Purtroppo, però, tempo che non vedrà nulla di tutto questo. E i motivi sono due. Il primo è che i miei sono desideri che prevedono delle implementazioni e delle riflessioni relativamente complesse. Il titolo canadese ci ha abituati a fare dei salti in avanti, sì, ma davvero piccoli.

L’altro motivo è che FIFA 23 sarà l’ultimo FIFA sviluppato da EA Sports. Sarebbe una scelta economicamente sciocca confezionare un gioco rivoluzionario se si sta per abbandonare l’IP. E’ molto più probabile che ogni piccolo (si spera grande!) miglioramento che gli sviluppatori hanno in mente o consideranno sarà implementato in Ea Sports FC. Pensateci bene: rifareste gli infissi di una casa che state per abbandonare?