Governo degli Stati Uniti indaga su Activision Blizzard

Activision Blizzard è ufficialmente indagata dalla Commissione americana Securities and Exchange. Indovinate con quale accusa.

Governo degli Stati Uniti indaga su Activision Blizzard
Governo degli Stati Uniti indaga su Activision Blizzard (foto: youtube)

Il governo americano sta indagando sul modo in cui il gruppo avrebbe gestito le accuse di molestie sessuali e discriminazione sul luogo di lavoro. Si tratta di un altro colpo dopo che lo Stato della California aveva avviato una procedura tramite il dipartimento dedicato al controllo degli ambienti di lavoro. Per la società non c’è quindi pace ora che anche il CEO Bobby Kotick è stato citato in giudizio.

I riflettori che continuano ad accendersi su Activision Blizzard e sulle altre società in cui c’è discriminazione sono il segnale evidente che qualcosa sta effettivamente cambiando e potrebbe portare cambiamenti in tutti il settore.

Activision Blizzard, ancora nell’occhio del ciclone

Governo degli Stati Uniti indaga su Activision Blizzard
Governo degli Stati Uniti indaga su Activision Blizzard (foto: Getty Images)

Le richieste da parte della Commissione sono di avere accesso a tutti i documenti riguardanti scambi avvenuti tra Bobby Kotick e gli altri in posizione Executive Senior dentro Activision aventi come oggetto proprio le lamentele per comportamenti discriminatori o di molestia.

Stavolta il gigante dei videogiochi non ha potuto ignorare e trattare la citazione in giudizio come cosa di poco conto e infatti ha confermato che questa è in atto ma che come compagnia tutti stanno collaborando con il SEC. Decisamente non sembra essere un buon periodo per l’immagine di Activision Blizzard che sta probabilmente ora scontando anni, se non decenni, di teste che si sono girata dall’altra parte e occhi che si sono chiusi alle lamentele di una parte della forza lavoro mantenendo e anzi rafforzando un ambiente di lavoro tossico in cui il talento e il benessere di molti e di molte è venuto meno, preda di una mentalità purtroppo ancora molto diffusa.

Questa seconda causa che segue quella dello Stato della California, molti sperano, servirà da lezione non soltanto ad Activision Blizzard ma a tutti i luoghi di lavoro dell’industry in cui donne e minoranze sono ancora molto spesso viste come lavoratori di serie B nonostante sia evidente come se Blizzard è arrivata ai vertici è merito di tutti quelli che lavorano nei suoi uffici e non soltanto di 4 maschi bianchi.

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Finora da Kotick, in qualità di CEO, sono arrivate solo parole, ne è la dimostrazione lo sciopero di fine luglio.