Killer Instinct

Il primo picchiaduro della nuova generazione porta con sé un nome importante. Un nome che si trascina le nostalgie di una grossa schiera di appassionati e le carica di aspettative. Un nome che negli anni ’90 era sinonimo di RARE e di “Combo”. Un nome che torna dopo tredici lunghi anni sotto il vessillo Microsoft come una delle esclusive più imponenti di Xbox One: Killer Instinct.

Double Helix, con la supervisione del creatore della serie, Ken Lobb, realizza questo sequel/remake cercando di riproporre la stessa aggressiva e adrenalinica formula di gioco che ha permesso al titolo originale di ritagliarsi una posizione importante tra gli esponenti del genere. Ma il nuovo KI è anche figlio dei tempi che corrono, i quali necessitano di piani commerciali ben ponderati nel lanciare un titolo appartenente a un genere divenuto di nicchia e che, nonostante la pesante eredità, potrebbe non attrarre tutti i videogiocatori.

Killer Instinct (1)

Senza pagare nulla, Jago sarà l’unico personaggio utilizzabile. La scelta non è casuale, trattandosi dello storico protagonista spirituale della serie.

Microsoft ha imbastito un progetto a lunga scadenza con diversi step per avvicinare più persone possibili al gioco riducendo i rischi al minimo. L’ottimistico intento è quello di creare un fenomeno duraturo (alla stregua di Street Fighter 4) destinato a protrarsi per tutto il ciclo di vita di Xbox One. Free to play: ecco la modalità di distribuzione scelta dal producer. “La demo più completa di sempre”, cosi definiscono gli sviluppatori quello che sarà il primo contenuto scaricabile (niente retail per Killer Instinct) che sarà la “base” del gioco stesso. Senza pagare nulla, Jago sarà l’unico personaggio utilizzabile. La scelta non è casuale, trattandosi dello storico protagonista spirituale della serie e probabilmente il miglior combattente con cui provare a fidelizzare una parte dell’utenza che si approccerà, senza impegno, al titolo.

Con Jago si potrà giocare sia in single player, con tanto di tutorial e story mode, che online contro altri giocatori. Gli altri personaggi della rosa dei sei inizialmente disponibili costeranno 4,99 € ciascuno e 19,99 € tutti insieme. Quest’ultimo pacchetto comprenderà due ulteriori combattenti che verranno pubblicati in seguito al lancio del titolo. Infine, per chi non vuole farsi mancare davvero niente, la versione Ultra Edition (sempre e solo in digitale), al costo di 39,99 €, vi darà accesso non solo al roster completo, ma anche a una serie di contenuti extra normalmente acquistabili a parte, come costumi (tra i quali quelli originali del primo capitolo) e vari accessori.

Killer Instinct (3)Ma veniamo al gioco vero e proprio. Come accennato all’inizio di questa nostra anteprima, non temano i fan di vecchia data: Killer Instinct riprende esattamente lo stesso setting che ha stregato milioni di patiti di picchiaduro più di un decennio fa e lo riversa in un prodotto assolutamente al passo con i tempi. La natura ipertecnica del sistema di combattimento richiede quindi, oggi come allora, una dedizione maniacale nell’apprendimento delle lunghissime combo eseguibili, che sono il cuore pulsante del gameplay. Questo, se da un lato potrebbe scoraggiare i giocatori occasionali, dall’altro rende appetibile il titolo a contesti più agonistici. Non necessariamente un male, visto che al giorno d’oggi sopravvivono soprattutto i picchiaduro che godono della visibilità e del richiamo mediatico provenienti dai tornei a loro dedicati.

Due importanti novità, comunque, attualizzano e rendono ancor più profondo il gioco. La “Instinct Mode” è una barra che, una volta riempita a suon di cazzotti, fornirà dei bonus al proprio lottatore sia per quel che riguarda l’incremento della potenza offensiva che per ciò che concerne la rigenerazione della salute. “Counter Breaker” è invece la nuova meccanica che segna un’evoluzione della classica “Combo Breaker”. Se eseguire quest’ultima era l’unica maniera per uscire dalle lunghe stringhe di combo subite, ribaltando le sorti dell’incontro, ora, con la Counter Breaker, chi subisce l’interruzione della propria serie di attacchi può ulteriormente controbattere e riprendere la sua offensiva. Sicuramente più facile a dirsi che a farsi.

Killer Instinct (2)

La natura ipertecnica del sistema di combattimento richiede quindi, oggi come allora, una dedizione maniacale nell’apprendimento delle lunghissime combo eseguibili, che sono il cuore pulsante del gameplay.

I primi guerrieri che scenderanno in campo sono tutte vecchie conoscenze: a Cinder, Fulgore, Glacius, Jago, Sabrewulf, Spinal e Thunder si aggiunge una sola new entry, la donna ragno Sadira. Se il gioco avrà successo, gli sviluppatori hanno già in programma di inserire nuovi gruppi di lottatori nel prossimo futuro. La grafica con cui si presenta il gioco sprizza next gen da tutti i pixel: modelli poligonali complessi e dettagliatissimi strizzano vagamente l’occhio allo stile di Street Fighter 4, effetti particellari esagerati imprimono potenza (e prepotenza) a ogni impatto tra i contendenti. Infine, i 60 fps stabili assicurano fluidità e velocità al ritmo del combattimento. Double Helix ha avuto un approccio conservativo realizzando questo remake, operando poche ma incisive modifiche non tese a stravolgere il gameplay, ma piuttosto ad ampliarlo. Tutto questo sicuramente sarà molto apprezzato da chi già conosce la storica serie, ma sarà abbastanza per riportarla in auge? Dipenderà dalla qualità del prodotto finito, dal bilanciamento di meccaniche e personaggi e, naturalmente, da quanto attecchirà la formula di distribuzione scelta tra gli utenti della nuova Xbox One.

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