Perché Judas ci sta mettendo tanto: 5 anni per una singola meccanica

Gli sviluppatori di Judas stanno lavorando con grande attenzione a una componente del gioco che potrebbe rivoluzionare il mondo del gaming.

Era dicembre 2022 quando durante l’enorme e seguitissima cerimonia dei The Game Awards, che quell’anno premiarono un certo Elden Ring con il GOTY, ci venne improvvisamente mostrato un brevissimo trailer, più un teaser, di un videogioco che è diventato sempre più famoso e suscitato curiosità crescente per il pubblico di appassionati al gaming: Judas.

Judas protagonista
Perché Judas ci sta mettendo tanto: 5 anni per una singola meccanica – Videogiochi.com

Un nuovo titolo molto particolare e dal potenziale veramente eccezionale, che vede alcune delle menti più importanti del mondo del gaming recente. Ogni tan to ci sono degli aggiornamenti interessanti attorno a questo titolo, ma la maggior parte del tempo il prodotto è immerso in una coltre di mistero e silenzio.

Come sappiamo al timone c’è Ken Levine, un veterano dell’industria che ha lavorato all’enorme saga di BioShock e che ora si rimette in gioco alla grande con una nuova e speciale IP.

Lo sviluppo molto complesso di Judas richiede tempo

Ambientato sulla Mayflower, una gigantesca città-astronave dominata da un sistema di controllo sociale soffocante, il gioco ci mette nei panni di una protagonista costretta a navigare tra fazioni in conflitto e dilemmi morali brutali.

Judas shooting
Lo sviluppo molto complesso di Judas richiede tempo – Videogiochi.com

La vera rivoluzione risiede nel concetto di “LEGO narrativi“. A differenza delle storie ramificate tradizionali, Judas propone una struttura modulare in cui i tre personaggi principali — Tom, Nefertiti e Hope — reagiscono dinamicamente a ogni nostra mossa. Aiutare uno per ottenere un vantaggio tecnologico potrebbe far infuriare l’altro, portandolo a sabotare attivamente la nostra partita.

Nell’ultimo numero di GameInformer è stata pubblicata un’intervista agli sviluppatori del titolo, che hanno rivelato come l’enorme e complesso meccanismo nascosto che unisca il tutto e che gestisce gli effetti di azione e reazione in base a quanto fa il giocatore nel titolo è costato ben 5 anni di ricerca e sviluppo.

Un tempo lunghissimo per mettere a fuoco questa meccanica così importante, centrale nell’intero progetto di Judas, che vuole proprio configurarsi come un’esperienza in cui le scelte pesano e tutto è incastonato in un lungo effetto domino. Attenzione intanto ai piani di Blizzard per il futuro.

Dal punto di vista del gameplay, il DNA di Levine è inconfondibile: azione in prima persona frenetica, poteri elementali e un’atmosfera distopica carica di critica sociale. Judas non cerca solo di ereditare il trono di BioShock, ma mira a superarlo introducendo una libertà d’azione mai vista prima nel genere.

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