TRIGGERED – Volevo Far Cry 6 diverso da Just Cause

TRIGGERED, in questo episodio della rubrica di Videogiochi.com parliamo di Far Cry 6.

El Presidente Anton Castillo di Far Cry 6
TRIGGERED – Vorreic he Far Cry 6 non fosse Just Cause

Far Cry 6 è sempre più vicino all’uscita sul mercato. Il gioco firmato Ubisoft dovrebbe essere ufficialmente  rilasciato il 7 ottobre 2021. Parliamo di un lavoro di dimensioni importanti, enormi a dire la verità, che dovrebbe catapultare il videogiocatore in un mondo ben caratterizzato, che somiglia tantissimo a Cuba. Il gioco sarebbe dovuto uscire l’anno scorso, ma il fatto che lo studio abbia impegnato molte energie per lanciare Assassin’s Creed Valhalla e Watchdogs Legion ha fatto posticipare il lancio di Far Cry 6 al 2021. E ora quando sarà autunno e le temperature scenderanno ancora una volta, grazie ad Ubisoft potremo rivivere le temperatura caldissime, quasi caraibiche, dell’isola di Yara, luogo per il quale lotteremo.

TRIGGERED – Far Cry 6 sarebbe potuto essere diverso da Just Cause

Quello che affronteremo non sarà affatto un nemico qualunque, anzi. Parliamo di un tiranno totalitario, che ha in pugno ogni cittadino del suo regno. El Presidente a vita sarà un avversario temibile, che con il suo enorme esercito terrorizza il cuore di ogni persone che vive sull’isola, controllandone la mente.

Figlio a sua volta di un dittatore ucciso durante una rivoluzione, fin da bambino Anton Castillo ha iniziato a studiare affari di potere, comprendere macchinazioni e complotti, gestire truppe e utilizzare la debolezza di ogni suoi avversario per schiacciarlo. E così. man mano, ha ripreso il potere politico e si è preso il posto di tiranno assoluto a vita, col compito di riportare la popolazione di Yara alla grandezza di un tempo.

Tuttavia non tutti sono felici della sua presenza e del suo governo, e quindi ha anche una piccola rivoluzione da contenere, facendone materia di studio per suo figlio, che un giorno gli dovrà succedere nel ruolo di Presidente.

Ricordate i primi Far Cry?

Dati i temi piuttosto complessi del videogioco, la scelta di un attore di primissimo livello come Giancarlo Esposito per dare un volto e un’aura terribilmente inquietante all’antagonista della storia, e la voglia di creare ambienti dettagliati e precisi, mi aspettavo altro.

Da quel cinematic trailer dalle tinte particolarmente scure e oscure, mi aspettavo che Far Cry 6 sarebbe stato un ritorno alle origini, una voglia di riprendersi sul serio e di creare un’esperienza che coinvolgesse emotivamente il videogiocatore. Un po’ come con il primo e soprattutto Far Cry 2, quando il giocatore si trovava a fronteggiare temi e dilemmi veri: la malattia, la morte, la povertà, la guerra civile, la corruzione, i diamanti di sangue. E soprattutto ad interagire con lo Sciacallo, probabilmente il miglior personaggio mai scritto della saga dei Far Cry.

EEEEEEEE MACARENA!

E invece dai continui momenti di comic relief che vediamo nel trailer e dall’assurdità di alcune armi che vengono mostrate, credo che ancora una volta vedremo sul mercato un Far Cry che somiglia più a Just Cause che alle proprie origini. Nulla di cui lamentarsi, una scelta artistica ed economica che è stata fatta da esperti e dalla dirigenza di Ubisoft, legittima. Just Cause è un titolo che fa proprio della possibilità di creare il caos e di confezionare esperimenti folli il suo punto di forza, puntando sul divertimento. Mettendo la rivoluzione e la ribellione al secondo posto, dietro armi improbabili e situazioni ridicole. 

Però non sarebbe stato bello se la rivoluzione che dovremo guidare a Yara fosse stata davvero una guerra sporca, un continuo atto di guerriglia e di infiltrazione, con enormi sacrifici da fare, scelte morali complesse, tradimenti e personaggi molto complessi?

Chiariamo, magari ci saranno alcune di queste cose, ma quanto stonano con la possibilità di avere una cane a rotelle come diversivo mentre spariamo al nemico con un lancia dischi della Macarena?

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