Sembra che il futuro del gaming sia molto più buio di quello che pensiamo con console costose e una vera frattura nel mondo dei videogiocatori.
Il tempo delle console per tutti a 399€ sembra ormai un pallido ricordo sbiadito dai tempi del lancio di PlayStation 4. Se fino a qualche anno fa la barriera dei 500€ era considerata il limite massimo invalicabile per non alienarsi la massa, le ultime indiscrezioni potrebbero non farvi piacere affatto.

La tanto attesa PlayStation 6, stando ai rumor più accreditati, potrebbe essere la prima macchina da gioco della storia a toccare stabilmente la soglia psicologica (e finanziaria) delle quattro cifre.
Da un lato, il costo del silicio e dei semiconduttori non ha mai smesso di salire; dall’altro, la rincorsa tecnologica verso il fotorealismo, l’integrazione massiccia dell’intelligenza artificiale per l’upscaling e architetture SSD sempre più vicine a standard militari hanno reso la ricerca e sviluppo di Sony un pozzo senza fondo.
Costose e non per tutti: queste sono le console del futuro?
Produrre una PS6 che garantisca un salto generazionale percepibile rispetto alla già potente PS5 Pro richiede componenti che, semplicemente, non possono più essere svenduti sottocosto come accadeva un tempo.

Sony, come Microsoft, sembra intenzionata a seguire il modello smartphone. Apple ci ha abituati a spendere oltre mille euro per un dispositivo che cambiamo ogni due o tre anni; l’industria del gaming sta scommettendo sul fatto che l’utente “core”, quello che spende centinaia di ore l’anno davanti alla TV, sia disposto a fare lo stesso per una macchina che ne durerà almeno sette. Ma quali sono i rischi?
Se il gaming diventa un bene di lusso, il bacino d’utenza rischia di contrarsi drasticamente, spingendo la massa verso il cloud o i servizi in abbonamento fruibili su hardware meno performanti. Il paradosso è che, mentre le console diventano più costose, l’industria ha sempre più bisogno di milioni di utenti per ammortizzare i costi dei tripla A, che ormai superano regolarmente i 300 milioni di dollari di budget.
PS6 a 1.000 euro non sarebbe quindi solo una console, ma un test per l’intero mondo del gaming. Se Sony dovesse davvero forzare la mano, potremmo assistere alla nascita di un mercato a due velocità: un’élite di “early adopters” disposti a tutto per il 4K nativo a 120fps, e una platea sterminata che aspetta il “modello slim” o il calo di prezzo, frammentando un ecosistema che finora aveva fatto dell’accessibilità la sua forza d’urto principale.




