Si aggrava la malattia della figlia di Luca Ward causa pandemia

Come si sa, la pandemia che ha portato alla diffusione pressoché globale del coronavirus Covid-19 ha reso più difficile la gestione dei servizi sanitari. Con ospedali ingombri di infetti, specie durante i primi mesi di lockdown, il sistema ha affrontato una crisi profonda; tra di loro, Luca Ward e sua figlia.

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Fonte: “Facebook”

Il noto doppiatore raramente rilascia dichiarazioni e rende partecipe il pubblico della propria vita privata ma, in seguito ad un’intervista rilasciata per il Corriere della Sera e al suo intervento durante la trasmissione di Verissimo, condotta dalla Toffanin, si viene a conoscenza di una situazione famigliare complicata e segnata da una malattia debilitante: la sindrome di Marfan.

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La sindrome di Marfan e la figlia di Luca Ward

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La figlia di Luca Ward, malata, subisce le ripercussioni dei ritardi nella cura, causati dalla pandemia. Fonte: “YouTube”

Con i reparti completamente otturati da malati infettivi, le prospettive di cura, in Italia, per la figlia del noto doppiatore si sono quasi totalmente dissolte. Ciò che ha portato, infatti, a parlare Ward è proprio la situazione di crisi sanitaria generale, dichiarando che “la pandemia ha dimostrato che l’accelerazione sulla ricerca è possibile”. Infatti, i grandi investimenti hanno portato allo sviluppo di un vaccino per il Covid-19 in tempi molto brevi.

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La malattia da cui è affetta è particolarmente debilitante, dato che attacca il tessuto connettivo e lo scheletro, e, come per molti altri casi, i vari esami, accertamenti e cure sono state ritardate a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Il doppiatore, in accordo con la figlia e la moglie, La bambina, in cura a Lione, non ha potuto ricevere la visita del genitore proprio a causa delle misure stringenti adottate per poter far fronte all’epidemia.

La situazione della figlia, intanto, si è aggravata e la sua schiena da una curvatura del 32% è passata ad un preoccupante 68%, e la causa è proprio il ritardo della cura subito dalla bambina, causato a sua volta proprio dall’impiego della maggior parte delle risorse nella ricerca per il vaccino.

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