Impiego militare per gli HoloLens di Microsoft: programma IVAS

Si passa dalla fase di prototipazione alla vera e propria: i visori HoloLens progettati e sviluppati da Microsoft fanno parte di un progetto militare chiamato IVAS (Integrated Visual Augmentation System) verranno utilizzati dai militari statunitensi.

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Fonte: “Microsoft”

Un accordo stabilito tra Microsoft e l’esercito degli Stati Uniti d’America ha previsto un impiego totale complessivo di 21,88 miliardi di dollari in 10 anni di vita del progetto e, in questi giorni, è stata avviata la produzione per i dispositivi HoloLens per migliorare la logistica e il flusso di informazioni sul campo di battaglia.

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IVAS: HoloLens di Microsoft sul campo

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HoloLens, il secondo modello, diventa parte dell’equipaggiamento dell’esercito statunitense. Fonte: “YouTube”

Si tratta di un progetto tutto statunitense, dove tutto verrà assemblato e sviluppato entro i confini degli States, che sfrutterà la seconda generazione del dispositivo HoloLens, che sfrutta la tecnologia cloud dell’infrastruttura Azure per poter condividere informazioni operative sul campo in tempi estremamente brevi, in modo da aumentare efficienza, reattività e rapidità d’intervento delle forze armate dell’esercito.

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La notizia è giunta anche all’associazione Microsoft Workers for Good, la quale sostiene che l’azienda ha compiuto un passo falso e che avrebbe dovuto “cercare di fare la differenza per le persone transgender nel Giorno della Visibilità Transgender al posto di fabbricare armi da guerra”.

Risulta pronta anche la risposta di Brad Smith, presidente della azienda di Redmond, che, tuttavia, concilia la manovra spiegando come l’avanzamento tecnologico, negli ultimi due secoli, abbia cambiato i termini di ciò che serve alla nazione per la difesa. Appare chiaro come un movimento dal basso come Microsoft Workers for Good sia interessato a tutelare tutti coloro che ancora vengono discriminati oggi e ci tenga ad un certo tipo di attenzione da parte dell’azienda alla tematica in questione; tuttavia, questo particolare bisogno sembra scontrarsi non tanto con la mentalità corporate quanto forse più la cultura fortemente orientata al militarismo degli Stati Uniti, dato che le amministrazioni nell’ultimo decennio hanno sempre privilegiato e ampliato il budget per la difesa.

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