Destiny: molti sviluppatori hanno lasciato Bungie per fare giochi indipendenti

Non dev’essere facile lavorare per le grandi realtà del mondo videoludico, ed il team di Destiny lo sa bene.

Negli ultimi anni tantissimi sviluppatori di Bungie se ne sono andati per sviluppare dei giochi indipendenti. Non succede solo in Bungie in realtà, ma è un fenomeno diffuso in tutta la scena delle produzioni tripla A.

I ritmi sono stressanti, i turni sono lunghissimi (grandi software house come Blizzard offrono cibo, letti, e qualsiasi sostituto di una vita vera all’interno dell’azienda), e tutto questo dev’essere difficile da sostenere.

Dal 2014, infatti, un grande numero di ex-sviluppatori di Destiny hanno scelto di dedicarsi a produzioni più piccole, con ritmi di vita evidentemente più umani. Alcuni di questi, peraltro, sono divenute delle produzioni di tutto rispetto. Ecco alcune delle defezioni illustre di Bungie ed i relativi lavori:

  • Golem: il director Jaime Griesemer e Marty O’Donnell (compositore in Bungie) hanno lavorato a questo gioco indie per la VR per lo studio Highwire Games
  • Timespinner: un metroidvania su Kickstarter diretto da Bodie Lee
  • House of the Dying Sun: Mike Tipul ha guidato lo sviluppo di questo shooter che ricorda il classico Tie Fighter
  • Inversus: il sandbox engineer Ryan Juckett ha curato il design di Inversus, uno strategico action che uscirà i prossimo mese su PS4 e PC

Oltre a questo, alcuni degli sviluppatori di Bungie hanno fondato addiritture compagnie, come Polyarc e V1 Interactive. Destiny logora evidentemente i giocatori ma anche chi lo sviluppa.

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