Hackeraggio cinese con computer quantistici: ricercatori affermano di poter decriptare ogni cifrario esistente

Usando un computer quantistico sarebbe possibile rompere il cifrario RSA a 2048 bit: questa la tesi di un gruppo di ricercatori cinesi, pubblicata all’interno di un dettagliato studio diffuso poi sul web. Ma esperti del settore, studiosi ed analisti ritengono l’affermazione sia infondata e che un risultato simili, anche per un computer quantistico, sia prematuro. Scopriamo tutti i dettagli.

Cifrario RSA Rotto VideoGiochi.com 11 Gennaio 2023
Fonte: Pixabay – VideoGiochi.com

Attraverso uno studio pubblicato e diffuso poi sul web, un gruppo di ricercatori cinesi ha affermato di essere riuscito a rompere un cifrario RSA a 2048 bit, grazie all’utilizzo di un computer quantistico. E la loro affermazione non ha lasciato indifferenti gli esperti del settore, che tuttavia restano increduli e ritengono che un tale risultato non sia ancora raggiungibile con le potenze di calcolo dei computer quantistici attuali.

Tutto ruota attorno ad un algoritmo, definito algoritmo di Shor: l’algoritmo consente di velocizzare la fattorizzazione di numeri interi molto grandi in numeri primi. Rispetto ai computer classici, i computer quantistici sono in grado di rendere il processo di fattorizzazione ancora più celere e di ridurre notevolmente le difficoltà di rilevamento dei fattori primi sfruttate dai cifrari a chiave pubblica.

Dunque, almeno in teoria, un computer quantistico ha il potenziale di rompere un cifrario, a patto che i qubit utilizzati per le operazioni di calcolo risultino sufficienti, e possano così approssimare il tasso di errore delle fasi di computazione allo zero assoluto. E ciò, stando alle dichiarazioni di numerosi esperti del settore, con i computer quantistici attualmente a disposizione non risulta ancora possibile.

Il metodo utilizzato dal gruppo di ricercatori per rompere il cifrario RSA a 2048 bit

Cifrario RSA Rotto 2048 Bit VideoGiochi.com 11 Gennaio 2023
Fonte: Pixabay – VideoGiochi.com

I ricercatori hanno affermato di essere riusciti a rompere il cifrario RSA a 2048 bit utilizzando un computer quantistico da appena 10 qubit e testando con esso una particolare tecnica di fattorizzazione, svolta attraverso la riduzione di reticoli ordinati e combinata con un algoritmo quantistico di ottimizzazione approssimata (QAOA), su numeri di 48 bit.

Tuttavia, secondo diversi analisti ed esperti di sicurezza, tra cui Bruce Schneier e Scott Aaronson, i problemi della tecnica adottata dal gruppo di ricercatori sarebbero diversi, a partire dall’algoritmo utilizzato QAOA, considerato comparabile, in termini di risultati di velocizzazione, a quelli che si possono ottenere addirittura con i computer classici ed applicabile solo su numeri piuttosto piccoli.

Al momento, quindi, le affermazioni sembrerebbero più che altro roboanti ed inverosimili e, se questo si rivelerà effettivamente il caso dello studio – ovvero, in sostanza, di millantare risultati attualmente impossibili da raggiungere – i cifrari RSA continueranno ad essere al sicuro ancora per diversi anni. Tuttavia, l’accento sull’importanza di prevedere scenari futuri basati sulle potenze del calcolo quantistico é stato segnato ancora una volta, e con vigore.