New Game Designer: la Statale di Milano incontra i videogiochi

Ieri 1 luglio 2014, si è svolta la quarta edizione del New Game Designer, evento dedicato al settore videoludico e realizzato in collaborazione con l’università Statale di Milano.

Quest’anno c’è stata una motivazione in più però che ha mosso le redini dell’evento: dal prossimo anno infatti, l’università Statale di Milano ospiterà finalmente un percorso di studi all’interno del corso di laurea in Informatica relativo ai videogiochi e dedicato agli aspiranti “game designer” (progettazione di videogiochi) e “game programmer” (programmazione di videogiochi). Obiettivo del corso è la formazione degli studenti per la creazione di “nuovi talenti” all’interno del territorio Italiano. Nonostante infatti il forte sviluppo del settore di videogiochi negli ultimi anni, l’Italia si trova ancora in una realtà di nicchia per quanto riguarda la produzione di videogiochi, a differenza dello scenario presente in altri paesi d’Europa e, in generale, a livello mondiale.
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Obiettivo del corso è la formazione degli studenti per la creazione di “nuovi talenti” all’interno del territorio Italiano.

Per presentare il corso sono intervenute alcune rilevanti figure del settore tra cui ricordiamo Thalita Malagò, segretario generale AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) e Gian Marco Zanna, producer di Ubisoft Milano.
È stato infatti spiegato come questa edizione del New Game Designer rappresenti un momento fondamentale nella storia dei videogiochi in Italia: ciò che più mancava nel nostro paese era  infatti un corso istituzionale che potesse formare i nuovi talenti affinchè possano un giorno avere le basi per lavorare nel mondo dei videogiochi.
Protagonisti dell’evento sono stati quindi questi nuovi talenti, i team di sviluppo indipendenti, con aree espositive a loro dedicate. Come avvenuto negli scorsi anni, è stato anche indetto un concorso dedicato, mediante il quale i progetti presentati sono stati valutati da esperti del settore in qualità di “giuria”. A vincere il concorso sono stati i titoli “Judgment day”, per la categoria single player, e “Fields of War”, per quella multiplayer.
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Degne di nota sono state le varie aree espositive dedicate ai team di sviluppo,
attrezzate con diverse postazioni per provare alcuni titoli: tra quelli più interessanti ricordiamo “The Body Changer”, titolo action-puzzle ambientato nello spazio sviluppato dal team “The Short and the Tall”, in cui dovremo vestire i panni di diversi “cloni” e coordinarli per risolvere alcuni puzzle.

Siamo fiduciosi che il panorama videoludico in Italia possa, attraverso queste iniziative, mostrare la qualità dei suoi nuovi talenti.

Il titolo ha recentemente superato la fase di Steam Greenlight e arriverà a breve su Steam.
Tra gli altri giochi che abbiamo provato, segnaliamo “More Here Eye”, un divertentissimo runner game del team “Loney Crew”, e “Deathbattlers”, un MOBA del team “Creepy Candle Games” che si è classificato al secondo posto nel concorso indetto per la categoria multiplayer.
Durante il discorso di presentazione che ha dato il via all’evento è stato mostrato da AESVI un video relativo al progetto “Pioniere”: tramite questo progetto, AESVI ha dato infatti la possibilità ad alcuni ragazzi di visitare gli studi di team di sviluppo emergenti per fargli comprendere l’importanza del lavoro che sta alla base dello sviluppo dei videogiochi.
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Il producer di Ubisoft, Gian Marco Zanna è intervenuto a proposito del video presentato, spiegando che l’ultimo “pioniere” che mancava in questo video era proprio l’Università degli Studi di Milano che potrà finalmente aprire le porte per insegnare ai giovani talenti come lavorare allo sviluppo di un videogioco.
Siamo fiduciosi che il panorama videoludico in Italia possa, attraverso queste iniziative, mostrare la qualità dei suoi nuovi talenti.

Di seguito vi lasciamo alcune foto che sono state scattate durante l’evento.

2 COMMENTS

  1. era ora che finalmente i videogiochi venissero riconosciuti a livello di arte e di cultura addirittura con un corso universitario dedicato, dobbiamo proseguire così 🙂

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