Superare la disabilità si può: coi videogiochi

Giocare un determinato titolo può essere un’impresa ardua per i meno fortunati: non stiamo parlando del livello di difficoltà troppo alto di un gioco, bensì dell’impossibilità di provarlo per via della disabilità.

Esistono patologie crudeli che immobilizzano gli arti (se non tutto il corpo) e sono una vera e propria condanna per i videogiocatori, costretti a guardare amici o parenti divertirsi davanti allo schermo. Eppure c’è qualcuno che ha deciso di aiutare i disabili a non abbandonare il controller. Grazie a SpecialEffect, un gruppo di persone cerca infatti di fornire ai diversamente abili la tecnologia necessaria per giocare, attraverso joypad modificati secondo le esigenze o controllabili con gli occhi e con i movimenti facciali.

Lo scopo non è soltanto quello di far tornare a divertire queste persone ma anche quello di riunire famiglie e amici per avere un impatto più positivo sulla terapia e sulla riabilitazione. Se siete interessati all’argomento e volete saperne di più, fate un salto sul sito ufficiale. Di seguito vi riportiamo la commovente storia di Ben, un bambino di 13 anni affetto da atrofia muscolare spinale, che non ha abbandonato la speranza e ha combattuto per giocare a Gran Turismo e Minecraft.

2 COMMENTS

  1. e certe persone hanno ancora il coraggio di dire che i videogames sono cose per bambini di 4 anni….. che ignoranza… !!

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