Videogiocare aumenta una particolare capacità del cervello: lo studio

Videogiocare aumenta una capacità del cervello, che migliora nettamente per i videogiocatori. Ecco lo studio. 

Videogiocatore
Videogiochi aumentano attività del cervello (Pixabay)

I videogames stanno occupando una parte sempre più grande nella vita di tantissime persone, soprattutto nei 2 anni di pandemia e lockdown che hanno dato alla popolazione mondiale una quantità incredibile tempo libero nelle loro mani. Per occuparlo in tanti hanno iniziato di giocare ai videogames, e infatti il settore del gaming è cresciuto esponenzialmente mostrando anche come in tempi di crisi la tecnologia riesce a tenerci uniti e occupati.

E sebbene in tanti possano subito pensare che questo nuovo trend, che in realtà nuovo non è per nulla, sia catastrofico e possa fare del male a milioni di persone, continuano gli studi per dimostrare esattamente il contrario. Ovvero come videogiocare per un certo tempo ogni giorno, ovviamente insieme ad uno stile di vita ordinato e senza eccessi, possa giovare e anche parecchio alla propria mente.

Uno studio ha infatti mostrato che i videogames siano utili per tenere occupata la mente, aiutando a tenerla allenata e sempre precisa nelle sue attività neurali. Videogiocare occupa e stimola più parti del cervello di quanto ne richiede una canzone o guardare un film.

Videogiocare fa bene al cervello, migliorando la memoria

Inoltre con dei momenti di gioia e di puro godimento, con tanto di endorfine rilasciate in alcuni momenti, i videogiochi stimolano e creano ricordi. E bisogna anche memorizzare i comandi, i codici, la lore, i personaggi. Secondo degli studi, questo enorme carico informativo ed emotivo che videogiocare suscita non fa altro che bene al cervello. Di tutte le età, di tutti i sessi e di ogni tipo.

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Attraverso i videogiochi possiamo imparare di più sulla storia, sulla geografia, sulla politica. Sulla storia delle armi, sulla guida, su come interagire con gli altri. Riflettere su pesanti decisioni morali, prendere delle scelte difficili e quindi continuare a tenere allenato il nostro cervello in situazioni controllate, che nella realtà sarebbero impossibili da riprodurre o incredibilmente stressanti da vivere.