Wi-Fi, l’ultimo attacco degli hacker è inquientate: basta un drone e la vostra casa è ‘nuda’

Le smart home, se da una parte consentono di effettuare delle operazioni fino a pochi anni fa impensabili, dall’altro nascondo un problema non da poco: essendo tutto digitalizzato possono finire nel mirino degli hacker, dei malintenzionati della rete.

Wi-Fi, 6/11/2022 - Videogiochi.com
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Un “cattivone del web” potrebbe infatti scandagliare il vostro edificio, e scoprire i vari segreti dello stesso, semplicemente attraverso l’utilizzo di un drone. Un attacco che è stato recentemente scoperto da un team di sicurezza, e che consistente in poche parole nel misurare i tempi di risposta fra i vari dispositivi connessi, per stabilire in che posizione si trovano esattamente all’interno dell’edificio. L’unico limite di questo “attacco” risulta essere la distanza fra il drone e il dispositivo domotico, che potrebbe essere una smart tv, una console, una telecamera, ma anche una semplice lampadina o un sensore porta-finestra, e questa distanza non deve superare il metro. Si tratta di una falla che può essere sfruttata dagli hacker ad esempio per mappare l’abitazione e trovarne i suoi punti deboli, come l’assenza di fotocamere o di sistemi di sicurezza in un determinato luogo della casa, e si può addirittura scoprire dove si trovino gli inquilini se gli stessi hanno uno smartwatch al polso o magari un telefono in mano, senza quindi dover scrutare da una finestra con una telecamera. Si tratta ovviamente di un qualcosa di inquietante, ma che gli hacker e in generale i criminali, potrebbero sfruttare a proprio favore, ad esempio cercando di capire dove si trovi una guardia in quel momento, e dove sono piazzate le telecamere di sicurezza.

Wi-Fi, 6/11/2022 - Videogiochi.com
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WI-FI, OCCHIO ALL’ATTACCO VIA DRONE: COME DIFENDERSI?

A rendere agevole questo attacco è un Wi-Peep ideato appunto da alcuni criminali, e che consistente in un piccolo drone, due moduli Wi-Fi, e un regolatore di tensione. Come fare per difendersi da un’intrusione di questo tipo? L’esperto di cybersecurity Ali Abedi, suggerisce alcune modifiche allo standard Wi-Fi di modo da impedire che i dispositivi “rispondano agli sconosciuti”. “Una modifica del genere potrebbe richiedere anni – si legge su Macitynet.it – però nel frattempo si potrebbero introdurre dei tempi di risposta casuali in modo da vanificare la precisione nella mappatura: se è vero che spiare una struttura con un sistema del genere richiede anche di sapere come modificare il drone, non si può escludere che un malintenzionato possa adoperarsi per mettere in pratica questo innovativo spionaggio aereo, specie adesso che è balzato agli onori della cronaca”.