XCOM: Enemy Within

Per un giocatore con circa 36 anni di esperienza (che per il sottoscritto significa essere partito a tre anni), dire che un titolo è il proprio videogioco preferito di tutti i tempi non è cosa da poco. Il mio è indubbiamente X-COM (sì, al tempo aveva il trattino tra la X e la C), un simulatore tattico di lotta all’invasione aliena. Quando, dopo quasi 10 anni, si è parlato di rilancio della serie, ho chiaramente temuto il peggio. Eppure, incredibile a dirsi, il miracolo è avvenuto. Firaxis ha costruito un assoluto capolavoro, un titolo che rasenta la perfezione e che è riuscito a portare, anche su console e su tablet, la formula originaria del classico Microprose attualizzata e arricchita secondo lo stato dell’arte odierno. Il suo nome? XCOM: Enemy Unknown.

Immaginate di essere una creatura biomeccanica, indossare un esoscheletro da battaglia, reggere il fuoco del plasma alieno e poi vomitare una pioggia di esplosivo contro i Sectoid nascosti in copertura.

Oggi, finalmente, 2K Games sta per lanciare l’espansione/sequel del capolavoro in questione, dal titolo quantomai evocativo di XCOM: Enemy Within, prevista per il 12 novembre. Dopo una sostanziosa prova su strada in quel di Colonia durante la Gamescom, possiamo affermare che il Re sta per tornare a reclamare il trono, con tutte le legittime ambizioni. Sebbene la trama della nuova campagna sia ancora avvolta dalla fog of war, i nuovi elementi sono tanti e decisamente gustosi, specialmente per chi è in grave astinenza da XCOM.

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Senza voler poi svelare troppo sul nuovo gioco, non si può non citare l’avvento di una nuova organizzazione paramilitare umana di nome EXALT.

Prima interessante novità è una nuova risorsa, contenuta in cilindri metallici e altamente instabile. Una volta localizzato uno di questi contenitori, scatterà un timer che porterà alla sua esplosione: a voi il compito di raggiungerlo in 5 o 10 turni e disattivarlo, un po’ come siete stati abituati a fare con le bombe in alcune missioni del primo titolo. Ma questa novità è nulla rispetto alla combo che stiamo per raccontarvi. Avete presente la classica dicotomia cyberpunk magistralmente espressa da Bruce Sterling ne La Matrice spezzata? Esatto: modificazioni genetiche versus potenziamenti cibernetici. Ebbene, queste due metà del cielo della sci-fi entrano prepotentemente in XCOM: Enemy Within, grazie a Gene Mod e MEC Trooper. I primi sono interventi sul DNA dei vostri soldati che gli permetteranno di sviluppare skill particolari e utilizzare oggetti nuovi e customizzati ad hoc. Le modificazioni genetiche potranno riguardare cinque diverse aree del vostro agente: cervello, occhi, tronco, gambe e pelle. E se vi sa tanto di Syndicate, beh… diciamo che siete in buona compagnia, perché è stato anche il nostro pensiero! I MEC Trooper, del resto, non sono meno rilevanti… anzi! Immaginate di essere una creatura biomeccanica, indossare un esoscheletro da battaglia, reggere il fuoco del plasma alieno e poi vomitare una pioggia di esplosivo contro i Sectoid nascosti in copertura, spazzandoli via in un solo colpo. Non male, eh? Certo, peccato che anche gli alieni useranno queste tecnologie contro di voi!

xcom_enemy_within_4I soldati resi MEC Trooper saranno ancora soggetti agli attacchi psionici, ma perderanno le loro abilità e i loro eventuali avanzamenti genetici. Allo stesso tempo, tuttavia, acquisiranno nuove caratteristiche speciali date dagli arti cibernetici e dalle corazze-esoscheletro indossate. Esse sono di tre tipologie: Warden, Sentinel e Paladin, equipaggiabili con differenti sistemi, tutti altamente distruttivi e spettacolari. Preferite un lanciafiamme o un lancia granate? O magari siete più tipi da attacco elettrico per mettere fuori uso le unità robotiche aliene? Come immaginerete, in realtà, il trucco è avere una certa versatilità a livello di squadre tattiche, essendo così in grado di gestire tutti i tipi di intervento e di forze ostili in campo.

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Le modificazioni genetiche potranno riguardare cinque diverse aree del vostro agente: cervello, occhi, tronco, gambe e pelle.

A proposito di nemici, tenetevi pronti a fare nuove conoscenze. In Enemy Within, infatti, debutteranno vari amabili xenomorfi, tutti discretamente arrabbiati con il genere umano e con voi in particolare. Durante la demo di Colonia, ad esempio, abbiamo particolarmente apprezzato i Mechtoid, cioè Sectoid in bio-armatura meccanica, e i Seeker, disgustosi calamari volanti (ehi, che cosa volete: quello era il loro aspetto!) capaci di nascondersi con una sorta di invisibilità e avvezzi alla snervante tattica di colpire e fuggire, logorando i vostri uomini in una brutale e sanguinosa guerriglia metropolitana. Senza voler poi svelare troppo sul nuovo gioco (parte del fascino di XCOM sta proprio nella scoperta dei nuovi contenuti), non si può non citare l’avvento di una nuova organizzazione paramilitare umana di nome EXALT, e di nuove tipologie di missioni tra cui, tenetevi forte, anche la grande assente del primo titolo: quella in cui dovrete difendere la vostra stessa base dall’attacco degli alieni!

Non ci resta quindi che attendere questi ultimi giorni: la minaccia aliena sta per manifestarsi di nuovo, ma noi sappiamo perfettamente come accoglierli. E ora scusate ma devo finire di impiantarmi una modifica genetica per avere punti pazienza aggiuntivi, altrimenti non credo proprio di essere in grado di aspettare fino al 15 novembre…

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