Venduto all’asta come NFT il primo tweet, il ricavato in beneficenza

Andranno in beneficenza i quasi 3 milioni di dollari ricavati dalla vendita all’asta come NFT del primo tweet mai postato nella storia. L’autore è Jack Dorsey, amministratore delegato di Twitter.

Venduto all'asta come NFT il primo tweet, il ricavato in beneficenza
Venduto all’asta come NFT il primo tweet, il ricavato in beneficenza (foto: youtube)

Gli NFT, o non-fungible token, stanno ormai diventando argomento quotidiano. Stavolta un NFT molto particolare è stato battuto all’asta per la cifra di quasi 3 milioni di dollari. Si tratta del primo tweet apparso sul social e pubblicato dall’amministratore delegato di Twitter Jack Dorsey. Il ricavato dell’asta, durata un paio di settimane, andrà in beneficenza.

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NFT, i nuovi beni digitali nell’epoca della loro riproducibilità

 

Venduto all'asta come NFT il primo tweet, il ricavato in beneficenza
Venduto all’asta come NFT il primo tweet, il ricavato in beneficenza (foto: twitter)

Quando si è cominciato a parlare di riproduzione di opere d’arte, all’inizio del ‘900, molti si sono schierati contro questa pratica perché, era un parere decisamente diffuso, le copie delle opere d’arte minavano il valore dell’originale. Avanti veloce nella storia dell’arte e dell’umanità, quando si è arrivati alla creazione di opere non tangibili, prodotte solo in ambiente digitale, ci si è posti di nuovo la stessa questione ma con una prospettiva diversa: in un epoca in cui basta fare uno screenshot o scaricare un’immagine per avere quell’immagine per sé, come si riconosce un originale? E su questa questione che si innestano gli NFT, i non-fungible token.

Si tratta di token su blockchain che permettono di attribuire il possesso di un oggetto non tangibile, virtuale, digitale, ad una determinata persona. In particolare nel caso del tweet di Jack Dorsey stiamo parlando di un pezzo veramente unico che è andato all’asta per quasi 3 milioni di dollari ed è stato acquistato da Sina Estavi, amministratore delegato di Bridge Oracle.

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Quello che rende unico il tweet di Dorsey e il fatto che sia stato certificato dall’autore, come se un  pittore avesse messo una firma autografa su un dipinto. Sina Estavi, che ora possiede il tweet del 21 marzo 2006, ne è unica proprietaria e quindi nel caso in cui qualcuno volesse mostrarlo, come facciamo noi a fondo pagina adesso, tecnicamente non vi staremmo mostrando il tweet originale ma solo una sua copia. Il ricavato dell’asta, oltre 2.9 milioni di dollari verrà devoluto a GiveDirectly, un’organizzazione che aiuta le popolazioni in difficoltà, in particolare in questo caso quelle dell’Africa.

Quello degli NFT, per esempio del tweet di Jack dorsey, è in realtà un mondo a parte nel mondo digitale, anche se le dinamiche con cui vanno all’asta e vengono venduti ricordano da vicino le dinamiche delle grandi case d’asta.

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