Bayonetta 3, Nintendo fa chiarezza sulle censure del titolo

Abbiamo di recente parlato di Bayonetta 3 e del fatto che sia stata inserita una modalità che permette di giocare serenamente anche in luoghi affollati. C’eravamo tutti convinti che la censura venisse dall’alto. Ma forse non è così.

A riprendere il discorso su Twitter è stato Hideki Kamiya director di Platinum Games che dello sviluppo di Bayonetta si occupa ormai da tempo e che si prepara all’uscita del terzo capitolo il prossimo mese di ottobre.

Bayonetta 3, Nintendo fa chiarezza sulle censure del titolo
Bayonetta 3, Nintendo fa chiarezza sulle censure del titolo (foto: Nintendo)

Una delle caratteristiche della protagonista indemoniata del gioco che porta il suo nome è il fatto che sia sempre vestita, o svestita, in modo piuttosto provocante. Una situazione che ha portato diversi giocatori e diverse giocatrici a trovare sistemi per giocare senza essere accusati, in realtà senza motivo alcuno, di guardare prodotti porno. Ed è anche lo scopo con cui è stata creata la nuova modalità Angel. Ma adesso scopriamo che la nuova modalità per educande non l’ha cercata Nintendo. Tutt’altro.

Bayonetta 3 non ha sofferto di censura dall’alto

Videogiochi e censura sono due parole che non vorremmo mai vedere nella stessa frase eppure, per i motivi più diversi, ciclicamente tornano le notizie riguardo publisher che chiedono gentilmente di modificare alcuni aspetti dei giochi in uscita perché, questa è di solito la motivazione sotterranea, non in linea con la vision della società.

Bayonetta 3, Nintendo fa chiarezza sulle censure del titolo
Bayonetta 3, Nintendo fa chiarezza sulle censure del titolo (foto: Nintendo)

Ma se c’è una società che stavolta non c’entra niente con la censura è Nintendo. Quando da parte di Platinum Games si era diffusa la novità riguardo la nuova modalità Naive Angel che permette di nascondere buona parte delle nudità della protagonista, tanti si erano convinti si trattasse dell’adesione a una volontà da parte del publisher. Da Twitter arriva una precisazione a firma Hideki Kamiya, director proprio di Platinum Games.

Kamiya spiega che nessuno dentro Nintendo abbia mai suggerito di coprire la protagonista di Bayonetta e anzi racconta che in realtà gli era stato addirittura suggerito per i capitoli 1 e 2 di ridurre ancora di più il costume Link. Del resto, tutta la saga di Bayonetta è un videogioco che Nintendo ha appoggiato per aprire la propria consola e il proprio mercato a un pubblico adulto. Non avrebbe avuto senso in fondo pretendere una censura.