Causa legale contro Fortnite, giudice prende una decisione storica

Fornite è periodicamente al centro di dispute più o meno grandi, più o meno divertenti da leggere, più o meno significative. Stavolta la questione era piuttosto spinosa e merita quindi un aggiornamento dato che finalmente il giudice si è espresso.

Ed è una sentenza che farà scuola per il futuro e che probabilmente è destinata a segnare anche il presente di eventuali altre cause del genere ancora aperte non solo negli Stati Uniti, da dove arriva la sentenza, ma anche in altre Corti del mondo.

Causa legale contro Fortnite, giudice prende una decisione storica
Causa legale contro Fortnite, giudice prende una decisione storica (foto: Epic)

Al centro della questione c’era un possibile copyright che gli sviluppatori di Fortnite avrebbero infranto. E non ci stupiremmo visto per esempio quello che è successo nel giro di una settimana con Activision che si è trovata  chiedere umilmente scusa perchè i suoi designer avevano scopiazzato senza ritegno qui e là. Ma stavolta l’infrazione non c’è stata.

Fortnite e il dance dance copyright

Avevamo trattato la questione quando la notizia si era diffusa, lo scorso marzo. Il famoso coreografo e youtuber Kyle Hanagami aveva fatto causa a Fortnite perchè il balletto di una delle emote era a detta sua ripreso da una delle sue coreografie passo per passo e che nessuno aveva chiesto il suo permesso. La decisione presa in merito alla richiesta di danni del coreografo è, come dicevamo, destinata a ispirare anche tutte le altre svariate cause aperte con le stesse motivazioni.

Causa legale contro Fortnite, giudice prende una decisione storica
Causa legale contro Fortnite, giudice prende una decisione storica (foto: Youtube)

Portando alle stesse conclusioni: non si può parlare di infrazione al copyright se l’oggetto della coreografia non è l’intera sequenza di ballo. I balletti di Fortnite sono famosi, tra le altre cose, proprio perchè riprendono famosi passi di danza del passato e del presente ma durano effettivamente pochi secondi e sono quindi frammenti estrapolati dal contesto stesso della performance originale per cui erano stati pensati quegli stessi passi. Anche se, come nel caso proprio di Hanagami, quella coreografia era nel suo complesso protetta da copyright.

Questa sentenza va ad aggiungersi a un’altra sentenza del 2019 con cui si stabiliva che le coreografie dovevano essere state sottoposte a copyright prima che venissero usate dentro Fortnite per poter essere oggetto di una denuncia. Ma a quanto pare avere il copyright non basta per una decisione favorevole.