Cos’é e come funziona Hive, nuovo social amato dai videogiocatori

Probabilmente non deve essere tutta colpa del fatto che adesso Twitter appartiene a quel simpaticone di Elon Musk ma sta di fatto che tanti stanno scappando da Twitter per andarsene su un nuovo social dal nome Hive.

Il social è uno dei nuovi porti per gli esuli del social dell’uccellino azzurro e in particolare chi ama i videogiochi non sta passando su Instagram né tantomeno su un Mastodon ma proprio su questo nuovo social gestito al momento da tre persone.

Cos'é e come funziona Hive, nuovo social amato dai videogiocatori
Cos’é e come funziona Hive, nuovo social amato dai videogiocatori (foto Unsplash)

Tre persone che non si sarebbero mai sognate di arrivare a raggiungere un picco di utenti di oltre un milione. E il problema, come succede in realtà per tutti i social, non è solo la tenuta dei server quanto l’eventuale moderazione e il controllo dei contenuti, per evitare che cose imbarazzanti o violente possano essere pubblicate o mantenute per troppo tempo online.

L’alveare contro l’uccellino, ai videogiocatori piace Hive

Come raccontato da Raluca Pop, fondatore del mini team di sviluppo che si è occupato di creare e che ora si occupa di gestire Hive, il sonno nell’ultimo periodo è diventato un lusso che non ci si può permettere troppo spesso soprattutto perché, nonostante stia diventando estremamente popolare, o forse proprio a causa del numero impressionante di utenti che si stanno riversando sui server, l’app risulta molto instabile e con tutta una serie di bug abbastanza fastidiosi. Chissà che non siano i bug a piacere ai videogiocatori abituati a quello che combinano i team di sviluppo…

Cos'é e come funziona Hive, nuovo social amato dai videogiocatori
Cos’é e come funziona Hive, nuovo social amato dai videogiocatori (foto Playstore)

Ma è proprio la moderazione dei contenuti il problema più grande e che ovviamente non affligge solo Hive in quanto social appena nato (per il grande pubblico) ma tutti i sistemi di scambio di informazioni. Pop assicura che anche se per ora i contenuti sono filtrati da una combinazione di algoritmo e occhio umano (e l’occhio umano è quello suo e dei suoi due colleghi), in realtà la società sta cercando servizi di terze parti che permettano di aiutare nel rendere un po’ più robusta la moderazione e quindi rendere tutto il social un po’ più sicuro. Questo perché, come sottolineato da diversi esperti, tra cui Daniel Kelley di ADL Center for Technology and Society nelle dichiarazioni riportate dai colleghi di Wired, non c’è niente come gli occhi dell’essere umano e le piattaforme automatizzate possono arrivare solo fino ad un certo.

L’esempio è proprio Twitter dove Elon Musk ha deciso di ridurre in maniera molto drastica il numero di persone che si occupano della moderazione dei contenuti per rientrare di un po’ di costi ma questo risparmio si sta trasformando in un incubo, con valanghe di contenuti violenti che non vengono più in alcun modo controllati o eliminati. Se decidete quindi di passare su Hive oltre a entusiasmarvi perché probabilmente troverete tanti altri videogiocatori e tante altre videogiocatrici preparatevi psicologicamente a segnalare più di qualche messaggio violento, antisemita, omofobo e qualunque altra stortura un cervello umano riesca a partorire.