Nintendo Switch non è prodotta da lavoratori sfruttati. Ma ci interesserebbe?

Quello della produzione dei componenti è un settore delicato e Nintendo non è diverso dagli altri nell’aver fatto outsourcing in Cina per buona parte della componentistica delle sue console.

No, la Nintendo Switch non è prodotta da lavoratori sfruttati. Ma ci interesserebbe
No, la Nintendo Switch non è prodotta da lavoratori sfruttati. Ma ci interesserebbe (foto: youtube)

Non è uno scandalo. Quello che forse potrebbe essere scandaloso è se nelle fabbriche in cui vengono prodotti i componenti, la forza-lavoro viene sfruttata al limite della schiavitù. Ma a quanto pare Nintendo non sfrutta i lavoratori.

O meglio, se questa cosa succede, nessuno dentro Nintendo ne sa nulla. Questo in sostanza la dichiarazione fatta dal Presidente della grande N Furukawa quando, durante un general meeting con gli azionisti, qualcuno ha fatto riferimento a un report della BBC basato su una ricerca australiana in cui si parlava del fatto che ci sarebbero fabbriche in Cina, dove vengono prodotti i componenti dei prodotti Nintendo, in cui la minoranza musulmana degli Uygur viene sfruttata e costretta a lavorare in condizioni che violano anche i diritti umani fondamentali.

Il report della BBC che si rifà alla ricerca di Australian Strategic Policy Institute, nomina una serie di fabbriche ma, questo quello che dice Furukawa, per quello che ne sanno non ci sono denunce di lavoro forzato nei partner della catena di approvvigionamento. ma non ci sarebbe solo Nintendo come cliente e partner possibile di queste industrie che sfruttano la minoranza musulmana in Cina.

Nintendo, Sony, Microsoft e i lavoratori sfruttati

No, la Nintendo Switch non è prodotta da lavoratori sfruttati. Ma ci interesserebbe
No, la Nintendo Switch non è prodotta da lavoratori sfruttati. Ma ci interesserebbe (foto: youtube)

Le parole di Furukawa sono le seguenti: “Siamo a conoscenza che c’è stato un report secondo cui la minoranza musulmana degli Uygur potrebbe essere stata costretta a lavorare nelle industrie della nostra catena di approvvigionamento. Ciononostante, per quanto abbiamo indagato sull’industria indicata nel report, non siamo riusciti a trovare nessuna prova che questo sia il nostro business partner nè abbiamo ricevuto report di lavoro forzato nella nostra catena di approvvigionamento”.

Tra l’altro, prosegue Furukawa, c’è una Policy ben precisa secondo cui se nella catena di approvvigionamento vengono riscontrati comportamenti e pratiche di sfruttamento del lavoro l’accordo con l’eventuale società che trasgredisce viene terminato. Ma le stesse industrie che sono apparse nel report dello ASPI lavorano anche con Sony e Microsoft.
E a questo punto, dovremmo, forse, chiederci se ci interessa davvero sapere chi è che assembra la nostra Nintendo Switch? O la nostra Sony PlayStation? O ancora la nostra Xbox di Microsoft?

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E se ci interessasse ci sarebbe effettivamente un modo per evitare situazioni di sfruttamento del lavoro, che sia la minoranza Uygur o altro?