Twitch versus Streamer, la battaglia legale che va avanti dal 2016

Un ex streamer di Twitch ha vinto, dopo tre anni, la causa legale contro il ban a vita da Twitch. Ma la società non lo riammetterà.

Twitch versus Streamer, la battaglia legale che va avanti dal 2016
Twitch versus Streamer, la battaglia legale che va avanti dal 2016 (foto: pixabay)

Nel 2016, James Varga, che su Twitch si faceva chiamare Phantoml0rd, ha vinto una battaglia legale contro la piattaforma di streaming che lo aveva bannato a vita per aver infranto diverse linee guida della piattaforma.

Adesso, nonostante Varga abbia vinto e sia riuscito a farsi assegnare poco più di ventimila dollari per danni economici seguiti all’impossibilità di fare dirette su Twitch, il social degli streamer ha dichiarato che comunque non riammetterà Varga sulla piattaforma.

Varga, quindi, ha vinto la battaglia ma probabilmente non vincerà la guerra.

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Twitch: il lavoro dello streamer

Twitch versus Streamer, la battaglia legale che va avanti dal 2016
Twitch versus Streamer, la battaglia legale che va avanti dal 2016 (foto: pixabay)

Per l’utente medio di Twitch quello che avviene sullo schermo è un divertimento. Per molti dei produttori di contenuti di Twitch, invece, quello che avviene sullo schermo può configurarsi in certi casi come un vero e proprio rapporto di lavoro. Per questo motivo James Varga, altrimenti noto come Phantoml0rd, ha deciso nel 2018 di fare causa alla piattaforma per “significativi danni economici” causati dalla sua impossibilità di fare gli stream.

Alla base del suo essere stato cacciato dalla piattaforma, ci sarebbero state una serie di violazioni ripetute alle linee guida che definiscono il genere di contenuti che è possibile mettere online. Nella sua difesa, l’ex streamer, ha dichiarato che la piattaforma lo ha buttato fuori senza avvisarlo, senza dare comunicazione scritta delle violazioni avvenute.

Twitch, sempre secondo la denuncia fatta da Verga, non avrebbe rispettato i 30 giorni contrattuali che devono passare tra la comunicazione e l’effettivo bando dalla piattaforma. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso e che aveva quindi costretto Twitch a bandire Varga dalla piattaforma era la sua affiliazione con un sito di scommesse che si chiama CS:Go Shuffle. Secondo Twitch, Varga mandava pubblicità di questo sito di scommesse con il quale aveva un rapporto finanziario che non era stato chiaramente espresso.

Dopo 3 anni di tribunale, Varga ha annunciato con un tweet di essere riuscito a vincere e a farsi riconoscere un indennizzo, poco più di ventimila dollari di danni dalla piattaforma. Sempre nel 2018, anche Twitch aveva contro-denunciato Varga affermando che lo streamer era stato ripetutamente avvisato del suo comportamento non in linea con quanto stabilito dal regolamento della piattaforma.

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Adesso che è arrivata la sentenza, Twitch ha fatto sapere tramite un rappresentante che “nonostante ci dispiaccia del fallimento procedurale lui ha ripetutamente violato le linee guida della community di Twitch ed esposto la nostra Community a contenuti pericolosi“. Più avanti nella comunicazione si legge anche  che su Twitch non ci sarà mai più posto per Varga: “affermiamo con forza la nostra decisione di terminare il suo account e non sarà più riammesso sul servizio “.

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Twitch versus Streamer, la battaglia legale che va avanti dal 2016
Twitch versus Streamer, la battaglia legale che va avanti dal 2016 (foto. youtube)