Dopo questa partita a FUT ho disinstallato FIFA 22

Oggi ho deciso di cancellare FIFA 22 dopo tantissimi giorni passati a giocare a FUT, tutto a causa di questa partita.

Dopo questa partita a FUT ho disinstallato FIFA 22
Dopo questa partita a FUT ho disinstallato FIFA 22

La premessa è obbligatoria perché altrimenti, e in parte giustamente, si può considerare quanto scriverò come uno sfogo di un giocatore semplicemente incapace che “non ha le mani” o come il delirio di onnipotenza di un utente che si sopravvaluta. Ci sono tantissimi giocatori più bravi di me, ci sono tanti meno bravi di me.

Non sono un pro-player, in nessun gioco. Sono semplicemente bravino in alcune cose, meno in altre, quel tanto che basta per godermi una partita online senza sentirmi frustrato nella maggioranza dei giochi da Starcraft 2 a Battlefield 2042. Poi c’è FIFA, o per meglio dire FUT, che merita un discorso a parte.

Fifa 22, i giocatori copertina
Fifa 22, i giocatori copertina

Dopo questo match ho disinstallato FIFA 22

Sono un appassionato di calcio e mi piace giocare a FIFA, pur ammettendone gli enormi difetti come fatto nella videorecensione di FIFA 22. Essendomi accorto praticamente subito che, come da anni, la carriera e il comparto single-player in generale non fosse stato affatto rivoluzionato come si sperava, ho deciso di gettarmi sul FUT. Quest’anno infatti, come scritto nella recensione, mi era sembrato assai meno punitivo e più equilibrato. Con dei premi settimanali che persino uno come me, che non ama fossilizzarsi su un solo videogioco e che dedica al gaming privato molte meno ore di quanto vorrebbe (leggi studio e lavoro).

Quest’anno mi ci sono messo e, complice un finale di 2021 a dir poco scarno, ho deciso di tenermi occupato col FUT di FIFA 22. Una scelta che è la giusta combinazione di autolesionismo e stupido ottimismo, ora lo vedo con estrema chiarezza.

Ovviamente se si gioca con insistenza e costanza il FUT di FIFA 22, ma anche i precedenti, si capisce che la miglior strategia possibile è puntare sui giocatori meta. Io l’ho fatto, ma solo in parte, costruendomi mese dopo mese una Serie A assolutamente degna. Ho imparato lentamente, con diversi errori e qualche test fallito, ad esempio una pessima esperienza con la carta oro di Lorenzo Insigne. Oppure l’aver immediatamente investito sulla carta oro di Duvan Zapata, ottimista dopo aver visto come i cross funzionino alla grande in single-player. E per niente online. Anche Handanovic non mi ha convinto per niente, ma è un problema di tutti i portieri, che soffrono di schizofrenia.

Mesi dopo una fatica immane in-game per cercare di migliorarmi, tra tattiche personalizzate, moduli che cambiano durante la gara e sonore sconfitte, sono riuscito ad ottenere il miglior risultato della mia carriera di giocatore di FUT: sono approdato in Divisione 1. Di solito mi fermavo alla Divisione 3, era un bel traguardo per uno come me (rileggi la premessa). Grazie ai gol di Victor Oshimen oro, poi IF e quindi della versione 86 TOTGs, ho messo un piede in cima alla montagna e guardavo alla Divisione Elite da vicinissimo, senza spendere 1 euro in FIFA POINTS.

La mia vecchia rosa su FIFA FUT 22
La mia vecchia rosa su FIFA FUT 22. Sì, il nome è una citazione a Mass Effect.

Altra stagione, altro gioco

Poi la stagione è finita, c’è stato un reset totale delle Divisioni e sono stato catapultato in Divisione 3. Un peccato, ma queste sono le regole. Ho quindi ricominciato a giocare con la stessa voglia di andare in Elite, ma le cose non sono andate come speravo. Complici promozioni e carte speciali che EA lancia su FIFA 22 FUT cons cadenza praticamente giornaliera, pacchi su pacchi e comunque tanta esperienza accumulata, le altre squadre sono diventate esageratamente più forti di prima e quasi sempre più forti della mia. Anche se non dal punto di vista strettamente numerico e di overall, i giocatori meta di primissimo livello si sono moltiplicati in modo imbarazzante.

E così da un paio di mesi ogni singola partita di FUT 22 mi vede tirare inutilmente contro Donnarumma, nel caso riuscissi a valicare il muro Varane-Kimpembe, contro cui è attiva una petizione. Le sortite offensive sulle fasce di Neymar, Vinicius e Ginola erano all’ordine del giorno. In mediana Fekir e Kantè creano una coppia indivisibile, a supporto del solito Benzema Flashback, con qualche CR7, Messi e Mbappé pronti a gettare la mia difesa nel panico.

Ma non è soltanto diventato più difficile vincere ogni singolo match per la qualità media di giocatori in campo e di videogiocatori dietro al controller che è aumentata in seguito al rimescolamento delle divisioni. Personalmente ho visto la mia squadra essere incredibilmente meno efficace, meno sveglia, più lenta, quasi non reattiva. Certe volte ci sono delle gare in cui, dal primo minuto, senti di non poter vincere. Ecco, io quella sensazione ce l’ho da settimane, e infatti non riesco più a vincere nulla, niente. Anche le 10 vittorie settimanali per riscattare i premi e continuare a migliorare la rosa richiedono ora uno sforzo titanico, della Champions neanche voglio parlare. Non importa quale tipo di modulo utilizzi, le tattiche che impiego, se punto sulla velocità, sulla forza, sugli attributi tattici del mio parco giocatori: finisce sempre con me che vengo letteralmente spazzato via dall’avversario.

Essendo curioso per natura e avendo una preparazione scientifica e sociologica alle spalle, ho deciso di approfondire. Ho lasciato giocare mio fratello sul mio FUT. Lui si diletta a giocare le amichevoli con gli amici, e quando ci sfidiamo la gara è sempre parecchio emozionante. Io preferisco usare un 4-3-1-2 e giocare per vie centrali, alla ricerca del dribbling, del filtrante e della verticalizzazione per mandare in gol i centravanti, con terzini e centrocampisti bloccati. Lui adora il 4-3-3, gioca con gli esterni belli larghi e le mezzali che si inseriscono continuamente alla ricerca della superiorità numerica sulla linea nemica. Stesso identico risultato, FIFA FUT 22 è diventato un incubo.

Su FUT 22 la regola è Kimpembe e altri 10
Su FUT 22 la regola è Kimpembe e altri 10

Un’icona per domarli, un’icona per trovarli, un’icona per ghermirli e nel buio incatenarli

Ho parlato con dei miei amici che giocano a FUT e ho cercato in alcuni gruppi online, per capire se qualcuno stesse vivendo la mia stessa situazione. “Beh è FUT, che ti aspetti?” mi scrivono qua e là. Leggo di altre persone che stanno avendo lo stesso problema, di tanti utenti che da qualche settimana, come me, fanno 2-3 vittorie settimanali al massimo. Alcuni mi consigliano di migliorare la rosa, che questo o quel giocatore (che fino a ieri andava bene) ora fa schifo e che mi serve questo o quel giocatore meta (che costa come la mia squadra + 300k).

Ricordo di avere una 30ina di pacchetti da aprire, non li ho mai riscattati perché preferisco farmelo da solo il mercato. E infatti scelgo sempre i premi che promettono più crediti e meno pacchi, che sanno tanto di slot machine e che poco hanno a che fare con il calcio reale, anche se per qualche folle motivo EA sostiene il contrario.

Come nei migliori film ho ormai gettato la spugna e sono certo che non troverò nulla di lontanamente utilizzabile. Mi escono degli Hummels, un Sergio Ramos, uno Szczesny, un Hazard. Poi eccolo: schermo bianco. ICONA. ATT. Ungheria. Lo urlo ancora prima di vedere il nome, con tutta la forza che ho in corpo, con lo stesso entusiasmo per cui certe volte ho additato come “cringe” alcuni pack opening di FIFA su Youtube: FERENC PUSKAS. Il perno della Grande Ungheria, un giocatorino che ha dato il nome al premio annuale FIFA per il gol più bello, uno dei mancini più grandi della storia di questo sport. Nella mia squadra!

L’ho subito messo in campo, anche perché è una carta non scambiabile. Ma anche lo fosse stata, perché diavolo avrei dovuto vendere Ferenc Puskas? Lo uso come attaccante e come trequartista nel mio modulo, non funziona. Lo metto come punta unica nel 4-3-3. Non funziona. Allora lo metto come ad inizio carriera, mezzala destra. Non funziona. Dopo pochissimi gol e prestazioni pessime, capisco che neanche Puskas può salvarmi da questa situazione. Aggiungo Beckham alla squadra, gioco un ultimo match prima di gettarmi su Mass Effect Legendary Edition. E quello che succede mi fa capire che non posso continuare.

La mia rosa aggiornata FUT 22
La mia rosa aggiornata FUT 22 con Puskas

La fine?

Metto Ferenc Puskas come punta sinistra nel solito attacco a due, con Dybala e Beckham a fargli da compagni di reparto. Avendo come finalizzazione 97 di base, che arriva a 99 con lo stile intesa scelto, faccio tirare praticamente solo lui. Questa partita è diversa, trovo più spazio per liberare il suo mancino, Kimpembe non riesce a frapporsi tra me e Donnarumma come al solito. Il match finisce 1-0 per l’avversario, il mio centravanti con 92 di overall e 99 in finalizzazione, tirando con il suo piede forte 7 volte verso la porta avversaria colleziona questi risultati: 2 schiene francesi colpite, 1 parata di Donnarumma, e QUATTRO tiri nell’area piccola che finiscono pochi centimetri più in là del primo o del secondo palo.

 

Disinstallo FIFA 22. Ne parlo con degli amici “eh ma è FUT, che ti aspetti?”. Non voglio parlare di momentum e di partite scriptate, perché non ci sono prove che possano giustificare queste ipotesi e queste accuse, anzi, EA ha anche vinto delle cause in passato. Certo però questo strano sentimento di arrendevolezza e di inevitabilità della sconfitta e della vittoria vista soprattutto come figlie del caso non rendono l’esperienza piacevole. E nel dubbio preferisco prendermi una lunghissima pausa e magari fermarmi completamente con FIFA 22. Attendo con ancora maggiore ansia la presentazione del nuovo gioco di calcio in arrivo, mentre con tanta amarezza lascio che la miglior rosa che abbia mai creato, con il miglior giocatore che abbia mai avuto, marciscano, inutilizzati.

La precisione chirurgica di Puskas
La precisione chirurgica di Puskas

 

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