Frode alimentare scoperta: la Passata Petti non è fatta con pomodori italiani

L’indagine sulla Passata Petti da parte degli inquirenti ha riportato che non contiene pomodoro italiano. Si tratta della più grande frode alimentare di sempre 

Passata Petti
Passata Petti, la più grande frode alimentare di sempre (screenshot YouTube)

La passata Petti è una passata di pomodoro ricavata da un concentrato estero e venduta come prodotto contenente pomodori 100% italiani o addirittura 100% toscani. Il colonnello Luigi Cortellessa afferma che: “Quelle passate, il pomodoro toscano, non l’hanno nemmeno mai visto”.

Sono più di 4mila tonnellate i prodotti finiti e semilavorati che sono stati sequestrati dai carabinieri di Livorno impegnati nell’inchiesta sulle passate dell’azienda Petti. Sembra che queste vengano realizzate con concentrati di pomodoro provenienti da paesi extra Ue, anche se poi spacciati per prodotti 100% italiani. Secondo gli inquirenti si tratta dell’indagine di frode alimentare più grande scoperta fino a oggi.

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La frode alimentare della Passata Petti

Passata Petti
Passata Petti, la più grande frode alimentare di sempre (screenshot YouTube)

L’accusa rivolta a tutti è quella di concorso in frode in commercio. Per il momento l’azienda non è posta sotto sequestro e la lavorazione dei prodotti con etichette veritiere continua senza problemi. Nel blitz sono sequestrate più di 4mila tonnellate tra semilavorati e prodotti finiti insieme a diversi documenti contabili, amministrativi e di laboratorio. In particolar modo sono state analizzate le schede di produzione in cui veniva descritto il falso.

L’indagine è nata da un semplice controllo nel settore della filiera agroalimentare che ha fatto scoprire una frode che procedeva da circa 30 giorni. I carabinieri hanno scoperto tutto nelle fasi preparatorie dell’acquisizione della materia prima e della messa in lavorazione. In tale indagine di frode sono coinvolte sei persone, ognuna delle quali copriva un ruolo diverso nell’azienda. Si parla della proprietà, della dirigenza aziendale e contabile e  della “parte esecutiva dell’area nevralgica del malaffare”. Questi ultimi sono i responsabili della produzione.

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Il comandante dei carabinieri per la Tutela agroalimentare ha spiegato il modo in cui si è riusciti a scoprire questa truffa. Messa in piedi dall’azienda Petti all’interno degli stabilimenti del livornese di Venturina Terme e Campo alla Croce di Campiglia Marittima. Qui sono imbottigliati e venduti dei prodotti ottenuti dalla trasformazione di concentrato di pomodoro estero. In se per se non si tratta di reato, se non per il fatto che sull’etichetta sono spacciati come “Passata di pomodoro 100% toscano” oppure “Passata di pomodoro 100% italiano”.

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