Il più grande streamer di Call of Duty bannato da Activision: il motivo

Il mondo dei videogiochi si compone anche delle personalità che popolano i social e la notizia che vi riportiamo oggi riguarda quello che è ritenuto da tanti il più grande streamer di Call of Duty che Activision ha deciso di bandire da uno dei tornei più succulenti dell’anno in termini di premio in palio.

Riuscire a mantenere una parvenza di serietà e soprattutto di inclusività è diventato di fondamentale importanza per tutti i publisher e in particolare per quelli che vivono anche attraverso le performance degli streamer.

Il più grande streamer di Call of Duty bannato da Activision: il motivo
Il più grande streamer di Call of Duty bannato da Activision: il motivo (foto Activision)

Se un videogioco viene infatti giocato pubblicamente da personalità che portano avanti idee ritenute dal settore marketing poco remunerative (e ultimamente, verrebbe da dire per fortuna, il concetto di poco remunerativo si collega molto spesso ad atteggiamenti razzisti, omofobi, misogini che vengono quindi sanzionati) il publisher si trova nelle condizioni di dover fare qualcosa. Come capitato a questo streamer molto famoso che è stato buttato fuori da un torneo il cui premio finale erano centomila dollari.

Dentro Activision sono isterici, la reazione dello streamer Call of Duty

Per quelli che seguono gli eventi organizzati da Activision uno degli streamer che sono punti di riferimento per chi gioca è sicuramente Doug “Censor” Martin ritenuto uno dei migliori in assoluto. Martin si è però ritrovato, e non proprio suo malgrado, in mezzo a una discussione riguardo i cheater sui giochi della serie Call of Duty. In qualità di giocatore numero uno di Vanguard aveva qualche mese fa annunciato di voler smascherare i peggiori bugiardi che popolavano il multiplayer.

Il più grande streamer di Call of Duty bannato da Activision: il motivo
Il più grande streamer di Call of Duty bannato da Activision: il motivo (foto Activision)

E tra i bugiardi, a giudicare dai commenti che riceve, dovrebbe esserci anche Nadia Amine che ha però a quanto pare l’unica colpa di essere una ragazza che gioca a Call of Duty Warzone, che è brava a giocare e che si sta rapidamente guadagnando la sua fetta di pubblico su Twitch. La sua ascesa rapidissima sta provocando molto probabilmente tanta invidia che si sta trasformando in accuse di barare. Martin ha deciso di cavalcare l’onda ma dopo aver fatto credere a tutti di poter in qualche modo dimostrare che effettivamente Amine usasse qualche trucco ha poi pubblicato un video in cui finisce con il farle una proposta di matrimonio.

Questo modo di trattare un altro streamer non è passato inosservato agli occhi di Activision che ha accusato Martin di aver “molestato” Amine e per questo è stato bandito dal torneo ufficiale da centomila dollari. La reazione di Martin sui social è stata quella di definire la decisione di Activision “isterica” e poi ribadire che “era uno scherzo“, come quando i bulli ti fanno lo sgambetto e poi vengono beccati. Se c’è qualcuno di isterico, almeno stavolta, non è dentro Activision.

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