Mafioso ai Caraibi arrestato grazie al canale YouTube della compagna

È stato possibile rintracciare un membro di un’associazione mafiosa italiana grazie ad una sua incauta esposizione: il mafioso è apparso all’interno di un canale YouTube di cucina domestica italiana ed è stato prontamente riconosciuto.

mafioso youtube
Fonte: “exportiamo”

Marc Feren Claude Biart è il nome del latitante di 53 anni. Grazie al canale di cucina italiana, in cui erano presenti diversi tutorial dedicati, è stato possibile rintracciarlo fino alla sua residenza nella Repubblica Dominicana. C’è da precisare che il canale di cucina non era di sua proprietà. Infatti, si tratta del profilo personale della compagna, utilizzato per illustrare il procedimento per realizzare ricette casalinghe italiane, uno show in cui l’interessato era poco più di una comparsa occasionale all’interno dei video.

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Incastrato mafioso “grazie” a YouTube

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Noto personaggio della ‘ndrangheta viene incastrato grazie alle sue apparizioni sul canale YouTube della compagna. Fonte immagine: “Italiani.it”

Nonostante l’accortezza e le contromisure per non farsi riconoscere (infatti non veniva mai inquadrato direttamente in volto), la sua partecipazione al progetto culinario digitale della compagna lo ha tradito. A rivelare la sua identità sarebbero stati i tatuaggi presenti sulle sue braccia, che ne avrebbero permesso l’identificazione da parte delle forze dell’ordine. Affiliato al clan Cacciola, le indagini lo collegavano a dei traffici di cocaina nel 2014 ma Biart era riuscito a far perdere le proprie tracce trasferendosi prima in Costa Rica e, successivamente, nella cittadina costiera di Boco Chica, dove è stato infine localizzato e identificato grazie alla cooperazione tra la polizia italiana e l’Interpol. 

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Il fuggitivo è stato riportato in italia in data 29 marzo ed è approdato in Italia all’aeroporto di Milano Malpensa. Va considerato che si tratta di un arresto che fa parte di un procedimento più ampio, che vede anche l’arresto di Francesco Pelle, ritrovato in un ospedale di Lisbona in ricovero a causa di sintomi da contaminazione di coronavirus, condannato all’ergastolo come mandante per la strage effettuata nel periodo di Natale del 2006, sempre di matrice mafiosa e collegata agli ambienti della ‘ndrangheta.

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