Perché molti giornali online ‘fanno morire i vip’ anche se sono vivi? Non solo per guadagno| Ecco la verità

Capita di frequente e fa arrabbiare soprattutto il VIP in questione. Ecco perché i giornali online fanno morire i personaggi famosi

Quante volte capita e quante volte capiterà ancora. In un momento di relax, si prende il cellulare e si scorrono le notizie principali, per rimanere aggiornati sulle novità politiche, economiche e di gossip. Improvvisamente, si legge un titolo scioccante, che annuncia la morte di un personaggio famoso e ne descrive cause e concause. Il panico prende il sopravvento e, dopo qualche ricerca più specifica, si scopre che la notizia è falsa e che il vip è vivo e vegeto: ecco perché succede.

Perché i giornali fanno morire i VIP: la verità
Ecco perché i giornali online parlano di VIP morti quando sono ancora vivi: la verità (videogiochi.com)

Uno dei personaggi più chiacchierati negli ultimi anni e più spesso dati come morti è Danilo Bertazzi, conosciuto ai più per aver interpretato per tantissimi anni Tonio Cartonio, il folletto della Melevisione di Rai 3. Dopo aver lasciato il programma, molte volte è stato travolto dalle fake news, che lo davano come morto per overdose: nonostante ogni volta lui stesso abbia smentito la notizia, tramite i propri canali social, c’è chi ne è ancora convinto. Ecco perché accadono queste cose.

Perché i giornali fanno morire i VIP? Disinformazione e denaro

Una prima causa, comprensibile a tutti, è quella del ritorno economico. Molti siti online guadagnano in base al numero di click che ogni loro articolo riceve: lanciando una bomba, seppure falsa, sono certi di alzare notevolmente la media di click su un determinato articolo e, di conseguenza, anche i guadagni.

Perché i giornali fanno morire i VIP: la verità
Ecco perché i giornali online parlano di VIP morti quando sono ancora vivi: la verità (videogiochi.com)

Altre volte, invece, si ha la precisa volontà di arrecare danno a una persona, diffondendo notizie false sul suo conto. Alla base ci può essere un’inimicizia politica o, più semplicemente, la volontà di creare problemi e confusione: se poi questa notizia viene condivisa senza prima una valutazione della sua veridicità, ecco che si diffonde e prende consistenza.

In altri casi, invece, si parla di “falso contesto“: un’informazione vera viene condivisa assieme ad informazioni di contesto false, che ne peggiorano la situazione. Questo caso può andare in parallelo con il “contenuto manipolato“, che si ha quando un’informazione o un’immagine vengono manipolate per ingannare. Si pensi, ad esempio, a quando qualcuno “muore” di paura, per un incidente o un furto subito in casa: se il titolo rimuove la seconda parte e scrive solo che il VIP è morto, sarà facile diffondere la fake news creando confusione e generando click.

Infine, c’è la pur sempre discussa ma concessa satira che, quando annuncia la morte di una persona, probabilmente all’interno dell’articolo ne evidenzia la morte spirituale, politica, culturale o di altra sorte. In ogni caso, quando leggiamo della morte di un VIP, assicuriamoci del fatto e, se la notizia è falsa o poco fondata, non condividiamola: potremmo diffondere la fake news.

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