Nintendo ha una strategia per rispondere agli acquisti di Xbox e Playstation

Microsoft ha acquisito Activision Blizzard, Sony si è comprata Bungie. Nel botta e risposta a colpi di milioni di dollari e nomi altisonanti ce n’è uno che manca: Nintendo. Che farà la grande N?

Niente, a quanto pare. Come per ogni altra cosa che riguarda i videogiochi, la società nipponica ha deciso dei seguire la sua personalissima strada. Una strada che, per esempio, l’ha tenuta lontano dalle sirene di una versione aggiornata a tutti i costi della sua Switch e le ha comunque permesso di mantenere il primato come società con la console più venduta al mondo.

Nintendo ha una strategia per rispondere agli acquisti di Xbox e Playstation
Nintendo ha una strategia per rispondere agli acquisti di Xbox e Playstation (foto: Nintendo)

C’è qualcosa di sicuramente affascinante nel modo in cui la grande N vede i videogiochi e in generale il business: senza fretta, innovando quel tanto che basta e capitalizzando su uno zoccolo duro di fan che non conosce le tempeste di Sony e Microsoft (e del resto sono tanti i fan PlayStation e Xbox che ricordano con malcelato affetto di aver cominciato a giocare proprio con una console Nintendo).

Nintendo e le acquisizioni: “non ci servono”

Nintendo si è sempre tenuta alla larga dalla console war, come un adulto che guarda i bambini azzuffarsi per il pallone sapendo che tanto, con uno schiocco di dita, può avere uno scatolone intero di palloni e anche qualcuno che giochi al posto suo.

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Nintendo ha una strategia per rispondere agli acquisti di Xbox e Playstation
Nintendo ha una strategia per rispondere agli acquisti di Xbox e Playstation (foto: Nintendo Italia)

E in un ultimo Q&A con gli investitori Shuntaro Furukawa, presidente di Nintendo, ha proprio voluto parlare del modo in cui la sua società vede tutto questo polverone delle acquisizioni: “Faccio davvero fatica a immaginare in quale dei grandi nomi sarebbero interessati. Nintendo rimarrà sempre Nintendo. La società si è sempre affidata ai giochi first-party e non vedo motivi perchè queste cose dovrebbero cambiare. Il nostro brand è stato costruito con prodotti realizzati con dedizione dai nostri impiegati e avere un gran numero di persone che non possiede il DNA Nintendo nel nostro gruppo non sarebbe un plus per la società“.

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Maniaci del controllo? Forse ma questo modo di lavorare è riuscita a portare Nintendo dove è ora e la società non ha mai nascosto di voler investire nel propri team interni piuttosto che fare shopping. Non che Nintendo non abbia mai comprato nessuno, Next Level è stata l’acquisizione del 2021 ma la società era comunque partner da molto tempo e aveva sicuramente sviluppato quel famoso “DNA”. Una strategia di consolidamento e non di espansione forzata a caccia del nuovo, nel più puro stile nipponico che rifugge dal sensazionalismo e lavora sottotraccia.