Sviluppatori di CoD Warzone scioperano: “Oggi non lavoriamo!”

Sviluppatori di videogiochi in sciopero per tutta la giornata di oggi 28 luglio 2021. Il motivo è incredibilmente grave e deve portare a riflessioni. 

CoD Warzone gulag
CoD Warzone gulag

Un vero e proprio caos è quello che sta accadendo nell’industria videoludica per quanto concerne  la situazione di Activision Blizzard. Come vi abbiamo riportato in questi giorni, infatti, in molti stanno denunciando la compagnia americana a causa delle condizioni di lavoro a dir poco proibitive. Si parla infatti di molestie sul posto di lavoro, di abusi, politiche di iniquità salariali tra i sessi e un modo di gestire il personale “da confraternita”.

Gli attuali ed ex lavoratori di Ubisoft che hanno denunciato l’azienda aumentano e il rumore anche. Sono sempre di più coloro che stanno facendo causa all’enorme agglomerato dell’industria videoludica, che al momento sembra star facendo orecchie da mercante, respingendo le accuse.

Per dimostrare di avere una voce forte e di volersi esprimere, oggi molti sviluppatori hanno proclamato di voler scioperare contro quello che sta succedendo.

Sviluppatori contro Activision Blizzard, oggi 28 luglio non si lavora

Activision Blizzard logo
Activision Blizzard

Sono 3 le domande che i dipendenti di Activision Blizzard muoveranno nello sciopero di oggi alla società per cui lavorano. Tra i vari titoli a cui lavoro ci sono Call of Duty, Starcraft e World of Warcraft.

“In qualità di dipendenti attuali di Activision Blizzard, stiamo organizzando uno sciopero per invitare il team dirigenziale a lavorare con noi sulle seguenti richieste, al fine di migliorare le condizioni dei dipendenti dell’azienda, in particolare le donne, le donne di colore e le donne transgender, persone non binarie e altri gruppi emarginati.

1. Fine delle clausole di arbitrato obbligatorie in tutti i contratti di lavoro, vigenti e futuri. Le clausole di arbitrato proteggono gli autori di abusi e limitano la capacità delle vittime di chiedere il risarcimento.

2. L’adozione di politiche di assunzione e promozione pensate per migliorare la rappresentanza tra i dipendenti a tutti i livelli, concordate dai dipendenti in un ambiente di diversità, equità e inclusione a livello aziendale. Le pratiche attuali hanno portato le donne, in particolare le donne di colore e le donne transgender, le persone non binarie e altri gruppi emarginati che sono vulnerabili alla discriminazione di genere, a non essere assunte.

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3. Pubblicazione dei dati sulla retribuzione relativa (incluse le sovvenzioni azionarie e la partecipazione agli utili), i tassi di promozione e le fasce salariali per i dipendenti di tutti i sessi ed etnie in azienda.