Thief

Grazie a Square Enix, dimostratasi in più casi sorprendentemente competente in operazioni simili, si è mobilitata per far tornare un’altra vecchia gloria sullo schermo: si tratta del ladro Garrett, storico protagonistal della serie Thief, pubblicata a partire dalla fine degli anni ’90 e giustamente considerata tra le esperienze iniziatrici della grande diffusione del genere stealth.
Il nuovo capitolo, chiamato semplicemente Thief, vede il ritorno dell’eroe tra le strade di The City, ora retta da The Baron, il quale mantiene la popolazione nel terrore grazie alla sua The Watch, in un mondo ora più steampunk che medievale, nel quale sono evidentemente molto amati gli articoli determinativi.

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Thief sembra seguire il trend che vuole un susseguirsi di sezioni ben definite, eppure fortemente strutturate al loro interno.

L’impostazione di base di Thief rimane la medesima a cui la serie ci ha abituato: godendo di una visuale in prima persona, bisognerà compiere furti più o meno clamorosi nelle strutture di The City, certamente scoprendo nel contempo il dispiegarsi di un misterioso complotto.
Le più efficaci armi di Garrett saranno agilità e discrezione: a proteggere i preziosi dalle attenzioni del ladro si porranno guardie in netta superiorità numerica, tale da determinare un regolare game over a risultato di troppe azioni avventate. Attenzione perenne ed efficacia esecutiva saranno dunque requisiti fondamentali, e il miglior modo per prevalere negli scontri consisterà nell’evitarli. L’ombra è la migliore amica di Garrett, e restare saldamente tra le sue braccia darà modo di osservare il comportamento dei nemici e pianificare di conseguenza la strategia più efficace.

Ad aiutare la navigazione delle mappe arriva la nuova abilità definita swoop, un breve scatto che consente di coprire istantaneamente una piccola porzione di spazio, velocizzando i movimenti e tirandosi rapidamente fuori dai guai. Garrett avrà la possibilità di esplorare liberamente le ambientazioni di gioco; da questo punto di vista, piuttosto che una filosofia pienamente “open world”, Thief sembra seguire il trend che vuole un susseguirsi di sezioni ben definite, eppure fortemente strutturate al loro interno. Sarà possibile scegliere strade differenti per giungere al medesimo punto di arrivo, talvolta con piacevoli sorprese: decidere di derubare una guardia aggirata, ad esempio, potrebbe restituire chiavi o mappe, come un vicolo nascosto potrebbe contenere un tesoro pronto da prelevare.

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Thief è indubbiamente un titolo next-gen, aspetto sul quale la sbalorditiva qualità visiva non lascia alcun dubbio.

Sebbene fortemente incentivato, l’approccio stealth più puro non è che uno dei metodi possibili per superare un ostacolo, lasciando dunque libertà al giocatore di agire secondo il suo stile.
Garrett potrà sempre contare sul fedele manganello, capace di stordire all’istante i nemici colti di sorpresa, oltre che su tutta una serie di oggettini più o meno letali. Se, ad esempio, le frecce al ghiaccio secco potranno spegnere delle fiaccole, creando una gradita oscurità, i dardi infuocati potrebbero tramutare in torce umane le guardie incautamente ferme sopra del liquido infiammabile, e così via.

La varietà di possibili approcci porta a una questione particolarmente stringente, quella che potremmo definire “scalabilità dell’esperienza”: gli sviluppatori hanno fatto in modo di conferire possibilità simili a fracassoni e infiltratori, e prevedono, allo stesso modo, la declinazione dell’esperienza di gioco verso le esigenze di un pubblico più o meno smaliziato. Prendiamo ad esempio il focus: si tratta della possibilità di godere di una visuale dell’ambiente che evidenzia la posizione dei nemici e i punti di interazione (oggetti, leve, ecc.) disponibili. Figlio anch’esso di un trend solido (Assassin’s Creed, i nuovi Batman, Hitman Absolution…), rappresenta un sistema che gli hardcore gamer manderebbero giù con difficoltà: ecco quindi la possibilità di disattivarlo a piacimento, insieme ai numerosi altri aiuti disponibili. Thief potrebbe dunque aver colto la formula giusta per presentare una grande esperienza di gioco adattabile a ogni palato, senza risultare troppo ostica né necessariamente svilita.

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A proteggere i preziosi dalle attenzioni del ladro si porranno guardie in netta superiorità numerica, tale da determinare un regolare game over a risultato di troppe azioni avventate.

Thief è indubbiamente un titolo next-gen, aspetto sul quale la sbalorditiva qualità visiva non lascia alcun dubbio.
Come, però, sarà possibile intuire anche da queste righe, le meccaniche coinvolte non sembrano esattamente rivoluzionarie, attingendo a piene mani non solo dal bagaglio della serie di riferimento, ma anche dai recenti successi del genere stealth e da altri titoli in qualche modo attinenti (Dishonored è il primo a venire in mente). A fronte di tanti aspetti già abbondantemente convincenti, bisognerà vedere, nelle prossime apparizioni del titolo e finalmente alla sua uscita, prevista per il prossimo febbraio, quanto sull’azione di gioco abbiano influito le potenzialità delle macchine di nuova generazione, in un progresso che, come tutti ci auguriamo, non dovrebbe fermarsi alla “pelle”.

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