Guerra tra Russia e Ucraina significherebbe nuova crisi dei processori

La guerra tra Russia e Ucraina potrebbe avere ripercussioni importanti anche per il mondo dei videogiochi. Si parla di una nuova crisi dei processori

Numerosi sono i lati negativi che uno scontro tra Ucraina e Russia potrebbe causare. Tra questi potrebbe esserci anche una conseguenza molto importante sul mercato dei chip, un qualcosa che già al momento viene condizionato. Infatti, molti sanno che si tratta di componenti molto importanti. Nell’ultimo periodo sono inferiori rispetto alla quantità necessaria per rispettare le richieste delle aziende. A causa di tutto ciò, diversi sono i problemi che i produttori stanno affrontando e si prospetta una nuova crisi dei processori.

crisi processori
crisi processori potrebbe non finire qui (fonte pixabay)

Si tratta di una problematica sottolineata dal governo degli Stati Uniti che, secondo le parole dell’agenzia Reuters, vede una reale possibilità che l’approvvigionamento di diverse materie prime diventi molto più grave. Soprattuto nel momento in cui la situazione peggiora tra Russia e Ucraina già arrivate ai ferri corti. Infatti, molti sanno che da entrambe vengono inviate numerose materie prime destinate ai produttori americani. I problemi dal lato console sono diversi, come gli ostacoli che incontra anche la Intellivision Amico.

La crisi dei processori potrebbe continuare ancora, se non peggiorare

Dopo che Playstation ha dovuto rinviare un gioco per via di una scena censurata, anche l’argometno chip non è proprio suo alleato. Questa guerra potrebbe condizionare anche le scorte delle materie prime provenienti da questi paesi e così, la conseguente realizzazione dei chip, causando delle reali conseguenze sul mercato globale. Il problema più grande si presenta soprattutto nel momento in cui è necessario il gas neon per realizzare i chip. Infatti, attualmente il 90% della fornitura di questo gas proviene direttamente proprio dall’Ucraina. Un probabile conflitto quindi potrebbe generare dei problemi non indifferenti all’intera produzione.

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crisi processori potrebbe non finire qui (fonte pixabay)

In base a quanto rivelato da una fonte interna, nonostante il conflitto tra Ucraina e Russia si sta già pensando ad alternative capaci di risolvere il problema. Inoltre, sembra che la situazione sia ulteriormente aggravata dalla probabilità di vedere i prezzi gonfiati ancora di più. Infatti, nel 2014, il neon vide un aumento del 600% nel periodo in cui la Crimea viveva una fase di crisi.

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Ciò che è da comprendere attualmente è quello di capire, con più precisione, quali potrebbero essere i settori maggiormente colpiti dalla guerra Russia-Ucraina. Di sicuro, nel corso dei prossimi giorni, l’intera situazione sarà più chiara. Aspettiamo di vedere come cambierà pertanto l’argomento chip.