Nintendo in tribunale, 30 milioni per causa legale

Beghe legali per lo studio di sviluppo giapponese Colopl che ha deciso di risarcire con 30 milioni di dollari Nintendo per infrazione al copyright.

Nintendo in tribunale, 30 milioni per causa legale
Nintendo in tribunale, 30 milioni per causa legale (foto: youtube)

Al centro della vicenda c’è uno dei titoli mobile prodotti dal developer. E la questione si sta risolvendo adesso dopo una prima denuncia da parte della grande N partita nel 2017. Il developer giapponese di titoli mobile ha deciso di chiudere la questione dopo 5 anni di battaglia legale.

La cosa forse più interessante è che nonostante abbia deciso di dare alla società 30 milioni, Colopl ha comunque recentemente dichiarato di essere convinto che il gioco oggetto della diatriba legale, Shiro Neko Project, in realtà non violava nessun copyright. Vediamo però come siamo arrivati a 30 milioni di dollari.

Nintendo versus Colopl: la questione Shironeko Project

Colopl è uno tra i maggiori sviluppatori di titoli mobile con collaborazioni che arrivano fino a Disney. Al centro della vicenda legale ci sarebbero stati i sistemi di controllo implementati nel titolo Shironeko Project, che sugli Store internazionali ha finito con il chiamarsi Rune Story. In particolare Nintendo ha rintracciato un sistema per utilizzare un joystick su uno schermo touchscreen che era appena stato inserito in un brevetto relativo alla Nintendo DS.

Nel febbraio del 2020, a seguito delle richieste di Nintendo, era stato anche modificato il sistema di input ma, ovviamente, la questione non si è risolta con Nintendo che aveva alzato la voce arrivando a chiedere prima 47 milioni di dollari e poi, ad aprile, fino a 92 milioni di dollari. Ed è stato in quel momento che il developer di prodotti mobile ha deciso di mettere un punto alla situazione e trovare un accordo. Un accordo da 30 milioni di dollari.

È particolarmente interessante, soprattutto per capire come funzionano i brevetti nel settore dei videogiochi, la posizione di un avvocato specializzato proprio in questo tipo di questioni che, nel 2018, aveva voluto vederci più chiaro. Analizzando le carte, l’avvocato aveva poi scoperto che, per come erano stati scritti i brevetti relativi alla Nintendo DS, si poteva tranquillamente dichiarare di essere di fronte a un cosiddetto “ brevetto killer”, cioè uno di quei brevetti scritti in maniera talmente ampia da porsi come ostacolo a tutti i possibili competitor.

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Mica pensavate davvero che Nintendo facesse beneficienza?