Parlamento Europeo vuole nuove leggi per i videogiochi: la proposta

Da parte del Parlamento Europeo arriva una nuova proposta di legge che ha al suo centro i videogiochi e in particolare il modo in cui gli sviluppatori tendono a lavorare.

Si tratta per ora del risultato di una votazione che si è svolta all’interno del Comitato per la Protezione dei Consumatori e il Mercato Interno ma è assolutamente rilevante notare come, a differenza di altre espressioni delle istituzioni europee, i videogiochi non siano inseriti in definizioni più ampie ma siano nominati in maniera diretta. Un segnale che anche a livello di legge l’intrattenimento digitale viene ora tenuto in grande considerazione. Non molto tempo fa vi avevamo parlato di come i videogiochi e gli esport siano stati al centro di una seduta plenaria del Parlamento Europeo in cui si chiedevano investimenti e il consolidamento dell’ecosistema di gioco in Europa.

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Giocatore con console (videogiochi.com)

Ma accanto alla percezione dell’Industria dei videogiochi come un motore trainante dell’economia del futuro anche nella zona Euro c’è allo stesso tempo da proteggere tutta una fascia di utenti e giocatori che non hanno i mezzi autonomi per decidere. Ed è proprio per trovare sistemi che proteggano le fasce di giocatori e giocatrici più esposte ad alcune pratiche cui i developer sembrano ultimamente voler fare massiccio ricorso che si è tornati a parlare di videogiochi all’interno del Parlamento Europeo.

Il Parlamento Europeo si muove per proteggere i giocatori

Alla luce delle notizie emerse dal sito ufficiale del Parlamento Europeo assume tutto un altro senso anche la decisione di cui abbiamo parlato una manciata di ore fa e che riguarda uno dei videogiochi più famosi e giocati del pianeta: Brawl Stars. Con un annuncio fatto attraverso il canale ufficiale YouTube del gioco Brawl Stars ha deciso di abbandonare una delle meccaniche di gioco più utilizzate: le loot box e i premi randomizzati. E arriva adesso il comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale del Parlamento Europeo il cui titolo è quanto mai chiaro nello spiegare l’intento e le prossime mosse delle istituzioni dell’Unione: “Videogiochi online: proteggere i giocatori e sostenere il settore“.

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Loot box (videogiochi.com)

Nel comunicato stampa si legge come i membri del Parlamento Europeo vogliano che esistano delle regole armonizzate a livello europeo per proteggere i giocatori e allo stesso tempo promuovere lo sviluppo di un settore dei videogiochi innovativo. E a tal proposito il comunicato stampa fa riferimento alla bozza di report approvata lo scorso lunedì in cui si sottolineano “il valore e l’importanza del settore dei videogiochi” ma si richiedono “maggiori misure per proteggere i giocatori“. In particolare, basta scorrere il testo, le preoccupazioni espresse dal comitato del Parlamento Europeo riguardano la protezione dei dati personali e dei gruppi considerati vulnerabili e dei giocatori più piccoli.

Il Parlamento Europeo e le loot box

Nel testo si fa espresso riferimento proprio alle loot box definendole: “i parafernalia in-game acquistati utilizzando soldi veri per proseguire nel gioco“. Non avremmo potuto trovare una definizione migliore neanche cercandola. E con riferimento alle loot box si chiede un “approccio europeo” che deve avere lo scopo di assicurarsi che “i sistemi di acquisto in game e le pubblicità targetizzate non producano danno ai giocatori“. Tra le richieste c’è anche quella di far sì che gli sviluppatori “evitino design che generano dipendenza e prendano in considerazione l’età, i diritti e le vulnerabilità dei bambini“. Non si tratta di censura, a nostro avviso, perchè chiedere che gli sviluppatori (e i reparti marketing) siano un po’ più trasparenti non significa di certo impedirgli di sviluppare ciò che preferiscono: si tratta solo di sapere che quello che si sviluppa non viaggia nel vuoto pneumatico e ha delle conseguenze.