Ente governativo denuncia tre videogiochi per sessismo

I videogiochi hanno un problema con il sessismo che sembra davvero complicato estirpare e a volte si muovono direttamente gli enti governativi, sollecitati a dovere ovviamente.

Stavolta sotto la lente sono finiti tre titoli mobile i cui team dedicati al marketing avevano decisamente spinto un po’ troppo sul pedale per e attirare giocatori e convincerli a scaricare. Ma questi tre casi sono solo la punta di un becero iceberg.

Ente governativo denuncia tre videogiochi per sessismo
Ente governativo denuncia tre videogiochi per sessismo (foto: Pexels)

Ad occuparsi di rimettere in riga i developer è stato lo ASA inglese ovvero lo Advertising Standards Authority, l’autorità che si occupa delle pubblicità nel Regno Unito e non succede molto spesso che si occupi di videogiochi ma di recente, come sottolineato anche da Kostyantyn Lobov avvocato che per Harbottle & Lewis si occupa proprio di videogiochi, l’Autorità si è scagliata prprio contro le società che sfruttano elementi di sessualizzazione e oggettivizzazione della donna.

Videogiochi e sessismo, l’ASA dice basta ai personaggi umilianti per le donne

Scorrendo le infinite o quasi pagine degli store online di app per device mobili capita di imbattersi in icone con volti ammiccanti e arrossati di personaggi di solito femminili che poi vengono mostrati, a rincarare la dose, in abiti succinti o quasi inesistenti. E se servissero a reclamizzare un videogioco dichiaratamente pensato per soddisfare alcuni desideri non ci sarebbe niente di male in fondo.

Ente governativo denuncia tre videogiochi per sessismo
Ente governativo denuncia tre videogiochi per sessismo (foto: Youtube)

Quello che invece risulta sbagliato e aberrante è il modo in cui tanti giochi fanno semplicemente leva sul character design discinto e ammiccante per farsi pubblicità. E contro queste scelte si è di recente pronunciata l’ASA che ha intimato a tre società di videogiochi che pubblicano app di eliminare tutte le immagini e gli spot smaccatamente sessisti e in cui personaggi femminili, reali e non, vengono usati al solo scopo di attirare giocatori con gli ormoni. I tre giochi esaminati sono Refantasia di Oasis Games, King’s Throne: Game of Conquest e Airline Commander: Flight Game.

Per il primo la pubblicità giudicata aberrante ritra(eva) un personaggio anime di età apparentemente sotto i 18 anni che si rivolgeva al giocatore chiamandolo “padrone”, il secondo veniva invece reclamizzato da due donne in intimo che giocavano a Gira la ruota con “D_CK” come parola da indovinare e il terzo aveva invece fatto ricorso all’attrice porno Mia Malkova (s)vestita da cowgirl per farsi conoscere. Sarebbe il momento che i developer e i publisher controllassero più da vicino chi crea gli spot per i loro giochi.