Fortnite patteggia in tribunale, multa da 520 milioni: le accuse

Epic Games ha dovuto patteggiare e acconsentire a pagare 520 milioni di dollari di multa e al centro della vicenda c’è ovviamente Fortnite e il modo in cui il gioco viene gestito.

Questi 520 milioni di dollari sono stati richiesti da parte della Federal Trade Commission degli Stati Uniti d’America ma una parte di questa somma enorme non finirà nelle casse dello Stato americano. 245 milioni di quei 520 milioni di dollari, infatti, dovranno essere restituiti dal team di Fortnite agli utenti, creando un precedente di proporzioni bibliche.

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Fortnite (videogiochi.com)

Si tratta infatti della somma di rimborsi più cospicua finora richiesta dalla Federal Trade Commission nei confronti di una società che si occupa di videogiochi. Al centro di tutta la vicenda, e non è difficile intuirlo, c’è il modo in cui l’enorme battle royale di Epic si presenta ai suoi utenti e in particolare a una fascia di utenti. Si comprende ora, a voler essere un po’ maligni, tutte quelle nuove policy introdotte con l’ultimo aggiornamento.

Fortnite sta costando 245 milioni di rimborsi a Epic

Da parte della Federal Trade Commission è arrivata la decisione di costringere Epic a pagare per violazioni di una legge che negli Stati Uniti è conosciuta come COPPA ovvero Children’s Online Privacy Protection Act. Si tratta di una legge del 1998 che protegge i più piccoli dalla invasione della loro privacy proprio nei prodotti online. E secondo le dichiarazioni diffuse lunedì da parte di Lina M. Khan, membro di FTC, Epic avrebbe utilizzato “impostazioni di default invasive della privacy e interfacce ingannatorie che hanno tratto in inganno gli utenti di Fortnite compresi adolescenti e bambini“.

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Fortnite (videogiochi.com)

È tutta una questione di privacy, quindi. E per far capire a tutti che è giunto il momento di trovare altri sistemi che non contemplino la menzogna o il camuffamento FTC ha deciso di comminare a Epic una multa di 275 milioni di dollari per aver raccolto senza un consenso chiaro i dati personali dei minori e per aver permesso che questi giocatori venissero accoppiati a giocatori adulti senza nessun tipo di supervisione o controllo “provocando incidenti di violenza, bullismo, coercizione sessuale e altre minacce“.

Una multa per convincerli tutti

Non riusciamo a immaginare che Epic non abbia mai avuto il sospetto che alcune delle impostazioni di default di Fortnite avrebbero potuto avere effetti deleteri sui più piccoli e dalle carte emerge che dentro la stessa società già dal 2017 c’era chi chiedeva di mettere qualche filtro alla chat vocale per gli utenti pèiù piccoli. Ora però si spiega anche la decisione presa di recente di creare quei famosi profili bambino che necessitano di controllo da parte di un adulto. Qualcosa che riecheggia anche nella dichiarazione fornita proprio dalla società in cui si legge: “abbiamo accettato l’accordo perché vogliamo che Epic sia in prima linea nella protezione degli utenti e fornire l’esperienza migliore ai nostri giocatori”.