Multa da 750mila euro a GameStop, il motivo è grave

GameStop ha ricevuto una sonora multa per un comportamento che è stato sotto gli occhi di tutti e che si è inasprito a quanto pare nel periodo del picco della pandemia.

La multa è frutto di un provvedimento preso da AGCOM su segnalazione di Federconsumatori. L’Associazione dei Consumatori ha raccolto nel corso del 2020 moltissime segnalazioni e l’istruttoria è partita a luglio di quell’anno. I comportamenti sanzionati sono fondamentalmente due: i preordini e la gestione dei pagamenti. Con una punta appena di bundle forzati, come lamentato da Federconsumatori.

Multa da 750mila euro a GameStop, il motivo è grave
Multa da 750mila euro a GameStop, il motivo è grave (foto: GameStop)

Chiunque sia mai entrato dentro GameStop sa che la società alcune volte riesce a farci uscire dai gangheri e tantissimi sono stati quelli che si sono lamentati proprio dei bundle forzati a prezzi esorbitanti che hanno, questo è indubbio, fatto lievitare gli introiti di GameStop.

Multa a GameStop, preordini oltre le capacità di magazzino

Come sappiamo la tempistica dell’uscita della PlayStation 5 e delle console nextgen Xbox è purtroppo caduta nel momento in cui abbiamo scoperto di essere nel pieno di una pandemia. La conseguente carenza di semiconduttori ha portato ad una molto bassa produzione anche di console che sono diventate oggetto del desiderio di molti.

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Multa da 750mila euro a GameStop, il motivo è grave
Multa da 750mila euro a GameStop, il motivo è grave (foto: Sony)

Secondo le indagini avviate dalla Authority, GameStop ha però cercato di capitalizzare su questa situazione in maniera fraudolenta. Basti pensare che il numero di ordini del 2019 si aggirava intorno ai 200 mila ed è schizzato fino a un picco di 270 mila proprio nel 2020. Ma di questi quasi 300 mila ordini almeno 15 mila solo nel 2020 sono stati annullati nonostante fossero già stati pagati. E venivamo adesso alla pratica che è stata sanzionata insieme a quella dei bundle forzati: GameStop, infatti, come società nel suo insieme avrebbe accettato preordini, tra l’altro costringendo gli utenti a pagare nel momento in cui l’ordine veniva fatto, oltre le effettive capacità di magazzino.

Costringere gli utenti a pagare nel momento in cui l’ordine veniva finalizzato e non nel momento in cui veniva spedito, sapendo come risulta da posta interna aziendale, di non aver in magazzino i pezzi necessari ha generato oltre che introiti da capogiro anche tutta una serie di problemi nel momento in cui questi ordini poi venivano disattesi e gli utenti cercavano di farsi dare un rimborso. Si sono verificati casi di ordini annullati dopo l’acquisto da parte dell’azienda mentre altre volte è stato richiesto di andare in un punto vendita per annullare fisicamente l’ordine o addirittura di mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno. Fortunatamente la situazione per quello che riguarda il pagamento degli ordini è migliorata e adesso, come succede per tutte le altre maggiori catene online, l’addebito avviene solo nel momento della spedizione del prodotto.

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Da Federconsumatori hanno inoltre sottolineato sul proprio sito come GameStop abbia diffuso informazioni inesatte e ingannevoli riguardo la disponibilità dei prodotti online, i prezzi e i tempi di consegna.