Artista rifiuta offerta di Fortnite: “Volevano pagarmi una miseria!”

Quanto vorreste essere pagati per lavorare ad una illustrazione dentro Fortnite? A questa artista il compenso proposto non è sembrato adeguato e ha aperto una accesa discussione su Twitter.

Il tema di quanto il lavoro creativo debba essere valutato e quindi pagato è sempre molto caldo. Perché da una parte ci sono gli artisti che sembrano produrre senza troppo sforzo opere meravigliose, dall’altra parte ci sono le società che hanno bisogno di questi artisti ma anche di guadagnare, e poi nel mezzo c’è tutto quello che da fuori non si riesce a comprendere né del mondo degli artisti né del mondo delle società e in particolare delle società che si occupano di videogiochi.

fortnite compenso artista
Fortnite (videogiochi.com)

E probabilmente visto da fuori il compenso che Epic Games aveva proposto a questa artista di origine coreana e americana potrebbe sembrare più che generoso ma in realtà ci sono diverse cose da tenere in considerazione.

Artista versus Fortnite, 3000 dollari sono troppo pochi

La storia di Deb JJ Lee potrebbe sembrare semplicemente la storia di una artista un po’ spavalda che ha provato a tirare la corda e a farsi un nome sui social tirando in mezzo Fortnite e Epic Games. Nel suo breve messaggio sul social dell’uccellino azzurro scrive: “credo che sia divertente che Fortnite, che ha fatturato sei miliardi di dollari nel 2021, mi abbia chiesto di fare una intera illustrazione cedendo tutti i copyright per 3000 dollari“.

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Tweet (videogiochi.com)

Sotto il messaggio si è aperto una discussione tra chi pensa che questa sia il piagnucolio di qualcuno che avrebbe dovuto semplicemente prendere i soldi e dirsi fortunato di lavorare su Fortnite e invece chi, e in questo seconda categoria ci sono per la maggior parte artisti che lavorano in maniera professionale nel campo, ritiene che per quello che era stato chiesto di fare e soprattutto per l’impossibilità in cui poi l’artista sarebbe stata messa di utilizzare quella immagine in qualunque altro modo possibile la cifra era anzi fin troppo bassa. Per capire se 3000 dollari dollari per una illustrazione, che possiamo immaginare dell’equivalente di un foglio A4 o A3, sia o meno eccessivo o di contro sia troppo basso come compenso basta dividere quei 3000 dollari per il numero di ore necessarie a completare l’opera richiesta più tutti gli anni necessari affinché l’artista in questione raggiunga quel livello di perfezione che l’ha messa su radar di Epic per Fortnite.

Come qualcuno, rispondendo alle critiche, sottolinea sempre su Twitter si tratterebbe di un lavoro che avrebbe portato via circa un mese (perché lo sapete che le illustrazioni non vengono fuori schioccando le dita, vero?!). Un mese durante il quale quell’artista avrebbe dovuto probabilmente mettere in pausa o spostare o lavorare oltre l’orario che si è data per poter arrivare a completare anche le altre eventuali opere per altri eventuali clienti. 3.000 dollari per un lavoro di un mese tolte tutte le spese per luce, cibo, eventuali abbonamenti a software (che tanto ormai a pagamento non c’è più niente) si trasformerebbero in poche centinaia di dollari. Epic Games può permettersi di pagare più di 3.000 dollari per una illustrazione completa? La risposta è: probabilmente sì.

La questione dell’arte non solo per Fortnite

Se non avete mai visto una illustrazione, una scultura, l’asset di un videogioco e pensato che avreste potuto farlo anche voi in 10 minuti (o vostro cuggggino) e chissà invece quanto quell’artista è stato pagato appartenete forse allo 0,001% della popolazione mondiale. Perché l’arte è difficile da valutare ed è difficile comprendere che qualcuno possa essere pagato per fare quello che sembra il frutto di un hobby del sabato pomeriggio. Ma esattamente come chi costruisce mobili, fa volare gli aeroplani, guida autobus in città, anche gli artisti sono lavoratori. Lavoratori che hanno affinato negli anni le proprie abilità. E come il corriere che vi consegna i pacchi di Amazon negli anni ha imparato ad evitare le strade con il traffico per fare prima, negli anni gli artisti hanno imparato a velocizzare il proprio modo di lavorare senza perdere in qualità: si chiama affinamento delle proprie skill. 3.000 dollari da una società che ne guadagna sei miliardi per un’opera che non può neanche portare la firma dell’artista non sono troppi.