Capcom elimina amatissimo combattente di Street Fighter

Street Fighter è uno dei titoli CApcom con la community più numerosa. Ma nell’ecosistema di questo longevo picchiaduro uno dei combattenti più famosi del mondo è stato appena fatto fuori.

Si tratta in realtà di una brutta storia che, non ce ne vogliano i fan, speriamo decisamente abbia risvolti legali importanti per il lottatore in questione. Stiamo parlando di Robson Oliveira detto Robinho, uno degli streamer più conosciuti e dei giocatori più seguiti di Street Fighter che di recente si è anche qualificato per il CPT, il Capcom Pro Tour.

Capcom elimina amatissimo combattente di Street Fighter
Capcom elimina amatissimo combattente di Street Fighter (foto: Capcom)

Durante una diretta in cui giocava, il Pro Player brasiliano si è lasciato andare a un racconto che ha del raccapricciante senza mostrare il minimo rimorso. La reazione di Capcom è arrivata con un messaggio pubblicato sull’account Twitter Capcom Fighters su cui campeggia anche ovviamente il logo di Capcom Pro Tour. Il messaggio dichiara Oliveira bandito in modo permanente da qualunque torneo di Street Fighter ma non solo: il Pro Player non potrà più giocare a nessun torneo di nessun gioco Capcom da qui alla fine dell’eternità in nessuna parte del mondo.

Street Fighter, Capcom bandisce Pro Player che si vanta di uno stupro

Per darvi un po’ di contesto riguardo quello che è successo con il messaggio annunciato sul social dell’uccellino azzurro, occorre fare un passo indietro. Durante una diretta, per motivi assolutamente ignoti, Robihno ha iniziato a raccontare di una sua ex ragazza che a quanto pare lo aveva tradito ripetutamente e con più di una persona.

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Il giocatore, in uno sbotto di becero machismo, è quindi passato a raccontare di come abbia partecipato alla “punizione” di questa sua all’epoca ragazza risultata infedele: il giocatore di Street Fighter si è vantato di aver partecipato a una violenza di gruppo ai danni di questa ragazza. Nello shock generale è arrivata poi probabilmente la segnalazione a Capcom del comportamento scorretto del giocatore. E da qui il lungo messaggio con cui Capcom ribadisce di avere zero tolleranza per questo genere di atti e di comportamenti. Tra quelli che hanno risposto e commentato il messaggio di Capcom c’è chi si lamenta che non ci sia stata una diretta presa di posizione contro gli atti di violenza. Vale però la pena ricordare che senza prove specifiche c’è il rischio di andare incontro ad una accusa di calunnia.

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Questo è probabilmente il motivo per cui il messaggio, benché di condanna, rimanga piuttosto generico e faccia riferimento innanzitutto al codice di condotta dei giocatori e solo dopo alla legge brasiliana. Si tratta di una storia brutta da tutti i punti di vista. Brutta innanzitutto per ciò che è stato raccontato, brutta per il modo divertito con cui Oliveira ne parla, brutta perchè aumenta innegabilmente l’ambiente tossico che nei meandri dei videogiochi si annida pervicace e brutta perché dà il fianco a quelli che pensano che i videogiochi siano un passatempo per violenti.

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