DEMO PROVATA PER VOI – Faraday Protocol: Logica, ansia e stile

Logica, ansia e stile. Faraday Protocol ci ha dato subito l’impressione di essere un degno erede di quel magico Myst che ha formato, in pratica, tutto il genere dei puzzle game esplorativi.

DEMO PROVATA PER VOI - Faraday Protocol: Logica, ansia e stile
DEMO PROVATA PER VOI – Faraday Protocol: Logica, ansia e stile (foto: screen di gioco)

Abbiamo provato la demo scaricandocela durante il Summer Game Fest organizzato da Microsoft per Xbox ed è stato, almeno per noi, il primo titolo di questo genere giocato su console. Non ce ne sono altri di questo genere? Sì, ma nessuno ha solluccherato il nostro occhio come il logo di Faraday Protocol.

Il gioco si presenta come un’opera molto raffinata che mescola Myst ad alcune meccaniche viste per esempio dentro Portal. Nella pratica, il protagonista è qualcuno che si ritrova su un misterioso pianeta, noi supponiamo che si tratti di un essere umano ma avendo giocato solo alla demo potremmo scoprire di essere qualunque cosa e sarebbe bellissimo se non fossimo un essere umano, e che utilizzando una pistola che gestisce una quantità stabilità di energia ci troviamo ad esplorare quelle che sembrano Ziggurat uscite dalla mente di un architetto egizio. Il tutto con accenni agli Anni ’20 del grande Gatsby.

Faraday Protocol: è qui il retrofuturo?

DEMO PROVATA PER VOI - Faraday Protocol: Logica, ansia e stile
DEMO PROVATA PER VOI – Faraday Protocol: Logica, ansia e stile (foto: screen di gioco)

Ci è piaciuta l’ambientazione, i dettagli, anche se forse gli alberelli che si piegano al nostro passaggio non ci hanno fatto impazzire. Ma non c’è da preoccuparsi, dato che di alberelli, dentro la demo almeno, non ne abbiamo visti che una manciata. C’è voluto meno di un minuto per capire come si sarebbe aperta la prima porta ma non è una nota di demerito. Anzi. Non è mai bello quando il gioco ti prende in giro rendendo complicato perfino entrare o superare il tutorial. Sapevatelo, o voi che sviluppate titoli sadici!

Una volta entrati ci siamo trovati in quella che è una struttura a metà strada tra precolombiano e egizio con accenni babilonesi. Il tutto in una bicromia nero e oro degna di quegli alberghi vecchio stile in cui tranquillamente si possono ambientare misteri a base di cadaveri (Ehi, psss, sviluppatori, riciclate l’ambientazione e dateci un mistery, su!).

Non scegliamo mai una demo in base al nome del developer e quindi siamo rimasti piacevolmente sorpresi quando poi abbiamo scoperto che quelli di Red Koi Box sono un gruppo di 5 ragazzi italiani che hanno al loro attivo già qualche altro prodotto.

Il gioco completo, disponibile per Xbox One e per pc è in arrivo il prossimo 12 agosto, motivo per cui siamo ancora più contenti di aver potuto provare e recensire la demo. E chiaramente, aggiungiamo Red Koi Box alla lista dei team da tenere d’occhio.

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Livello di hype: sparaflashami tutto!