Ladri gamer arrestati, usavano Game Boy per rubare

Che potreste fare con un Game Boy? A parte forse una partita a Tetris rispondereste poco altro. Eppure alcuni ladri d’auto ne hanno fatto il loro ferro del mestiere.

Ladri gamer arrestati, usavano Game Boy per rubare
Ladri gamer arrestati, usavano Game Boy per rubare (foto: pixabay)

La notizia la riporta la BBC e ha decisamente del folle: una banda di tre ladri d’auto utilizzava un dispositivo travestito da Game Boy per aprire le auto con chiusura elettrica e bypassare i sistemi di sicurezza delle vetture. Se la storia finisse qui sarebbe semplicemente un trafiletto ma i tre della banda del Game Boy oltre a rubare queste 5 autovetture, 5 Mitsubishi Outlander, si sono in pratica auto accusati.

Sul cellulare di uno di loro è stato infatti trovato un video in cui il genio si vantava della facilità con cui il loro piccolo attrezzo superasse qualunque sistema di sicurezza. Applausi.

Il Game Boy come un piede di porco, ladri arrestati

Ladri gamer arrestati, usavano Game Boy per rubare
Ladri gamer arrestati, usavano Game Boy per rubare (foto: BBC)

I tre geni che avevano travestito da Game Boy il loro sistema di sblocco delle sicurezze delle auto sono il ventinovenne Dylan Armer, il trentatreenne Christopher Bowes e il trentunenne Thomas Poulson. I ladri sono stati arrestati dalla polizia dello Yorkshire e nel momento del fermo e della perquisizione della vettura su cui si trovavano e stato rinvenuto proprio questo Game Boy all’apparenza inoffensivo.

A far scoprire cosa ci fosse effettivamente nascosto nella scocca della console portatile è stato un video trovato sul cellulare di Poulson. In questo video Poulson spiegava quanto velocemente e facilmente il gadget in loro possesso gli avesse permesso di avere totale accesso ai veicoli il tutto condito da commenti canzonatori alle vittime e alla polizia.

Chiaramente, del Game Boy originale dentro c’era rimasto ben poco e la Polizia ha scoperto in realtà un sistema del valore di ventimila sterline. Un investimento, fanno sapere gli investigatori, che suggerisce che i furti fossero crimini organizzati e preordinati.

Queste le parole del Detective Ispettore Vicky Vessey :”il totale disprezzo che avevano per le vittime, i cui veicoli acquistati con fatica venivano portati via in pochi secondi, è assolutamente chiaro dal tono impertinente che si sente nelle registrazioni video che abbiamo rinvenuto in uno dei loro cellulari”.

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Adesso i tre si trovano in prigione. Ad Armer sono stati dati 30 mesi mentre Polson e Bowes sono stati entrambi condannati a 22 mesi con la sospensione per due anni.

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