A che servirà il Public Beta Environment creato per Valorant?

Sul suo blog ufficiale, Riot Games ha parlato di una cosa che si chiama Public Beta Environment per Valorant. Ma di che cosa si tratta effettivamente?

A che servirà il Public Beta Environment creato per Valorant?
A che servirà il Public Beta Environment creato per Valorant? (foto: Riot Games)

Nei fatti sarà qualcosa che vedremo a partire dal prossimo 9 luglio. O meglio che alcuni giocatori di Valorant vedranno a partire dal prossimo 9 luglio Perché, la modalità test del Public Beta Environment sarà destinata a un numero limitato di account tra i giocatori del Nord America.

Non salite sugli scudi, perché in realtà non si tratta di una qualche forma discriminatoria. Il Public Beta Environment, infatti, non è altro che un secondo giro di beta testing che Riot Games vuole fare in maniera tale che poi, quando gli aggiornamenti di Valorant escono per tutto il mondo, il numero di bug è ridotto al minimo.

La spiegazione del perché Riot Games abbia scelto di creare questa zona cuscinetto di testing è arrivata dal blog ufficiale dello sviluppatore.

Public Beta Environment: Riot pensa ai giocatori di Valorant

A che servirà il Public Beta Environment creato per Valorant?
A che servirà il Public Beta Environment creato per Valorant? (foto: Riot Games)

Cominciamo con quello che sul blog ufficiale dello sviluppatore scrive Riot Games: “In poche parole, la cadenza bisettimanale con cui facciamo uscire le patch potrebbe aver bisogno di un po’ di aiuto in più per identificare i bug e valutare la stabilità”. Anche perché, le ultime patch, avevano aperto qualche buco e i  giocatori di Valorant si erano fatti sentire.

Per questo motivo è stato creato il Public Beta Environment. E quello che gli account coinvolti in quello che viene chiamato il PBE faranno sarà effettivamente dare la caccia ai bug prima che lo sviluppatore decide effettivamente cosa mettere nelle patch. L’attività comprenderà il testing degli Agenti e delle armi, in particolare del bilanciamento, i sistemi di gioco e tutti i vari update che di solito si trovano elencati nelle note che accompagnano le patch.

Fondamentalmente si tratta quindi di sguinzagliare squadre di Beta Tester aggiuntivi per stanare eventuali bug che escono solo quando il gioco viene utilizzato in ambiente reale. Riot Games ha poi voluto chiarire che chi parteciperà a questa forma di beta testing aggiuntiva non vedrà niente in fase di sviluppo. Non ci saranno quindi grandi scoop e la tempistica dei contenuti caricati nel Public Beta Environment sarà vicina all’uscita delle patch.

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Tra l’altro, nell’intento di Riot, il PBE non sarà qualcosa di perennemente aperto, anche perché lo sviluppatore non sta perennemente lavorando alle rifiniture, ma avverrà con una finestra temporale prestabilita di due fine settimana sempre a ridosso del rilascio delle patch.