Rockstar contro AI: provata e con pessimi risultati, ora le detesta

Nick Cave boccia senza appello il tentativo riuscito dell’intelligenza artificiale di ChatGPT di scrivere il testo di una canzone imitando e replicando il suo stile. Secondo il leggendario cantautore australiano, il risultato é “una presa in giro grottesca”, “una parodia”, potenzialmente assai pericolosa perché, invece di sostenere e semplificare il processo creativo umano, parrebbe tendere al suo annullamento. Scopriamo tutti i dettagli.

Nick Cave ChatGPT IA VideoGiochi.com 19 Gennaio 2023
Fonte: Pixabay – VideoGiochi.com

“L’apocalisse é sulla buona strada. Questa canzone fa schifo”. Non usa mezzi termini Nick Cave – il leggendario cantautore australiano, nonché compositore, scrittore, sceneggiatore ed attore – per descrivere il tentativo portato a termine dall’intelligenza artificiale di ChatGPT di scrivere il testo di una canzone, imitando il suo stile e replicandolo il più fedelmente possibile.

Ed ha continuato: “Questo é l’orrore che emerge dall’intelligenza artificiale”, riferendosi all’attività da essa svolta tramite l’applicativo di ChatGTP. La quale, invece di sostenere e semplificare il processo creativo umano (sempre che sia necessario in ambiti come quello letterario, poetico e musicale), parrebbe tendere al suo annullamento, per sostituirsi ad esso. E, dunque, prenderne il posto.

Secondo il cantautore, che in oltre quarant’anni di attività, a cavallo tra i millenni, ha arricchito ed impreziosito il  “vocabolario” e l’”enciclopedia” della Musica con opere ritenute fondamentali, che hanno saputo vincere la prova dei tempi, l’intelligenza artificiale “ci spinge verso un futuro utopico, forse, oppure verso la nostra totale distruzione. Chi può dirlo?”.

Verso quale orizzonte si affaccia il mondo della Musica con l’avvento dell’intelligenza artificiale

Nick Cave ChatGPT VideoGiochi.com 19 Gennaio 2023
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Le previsioni di Nick Cave, che ad alcuni potrebbero apparire catastrofistiche o dettate da sentimenti nostalgici ancorati a generazioni ed epoche passate, risultano al contrario alquanto realistiche: “Forse nel tempo, ChatGPT potrebbe arrivare a creare una canzone che è, in superficie, indistinguibile da un originale”. 

Tuttavia, secondo Cave, “sarà sempre una replica, una sorta di burlesque. Le canzoni […] sono basate sulla complessa lotta umana interna della creazione e, per quanto ne so, gli algoritmi non sentono. I dati non soffrono”. E dunque il giudizio riguardo all’applicativo: “ChatGPT non ha un essere interiore, non è stato da nessuna parte, non ha sopportato nulla, non ha avuto l’audacia di andare oltre i suoi limiti, e quindi non ha la capacità di un’esperienza trascendente condivisa, poiché non ha limiti dai quali trascendere”.

Ed ha poi concluso esprimendo ciò che, a suo dire, é la sostanza del processo creativo: “È un affare di sangue e viscere. Richiede la mia umanità”. E non c’è dubbio che le minacce dell’utilizzo che può essere effettuato dell’intelligenza artificiale siano reali e presenti. Ed il rischio di porla in competizione con il genere umano, invece di strutturarla affinché con esso collabori armonicamente e sinergicamente, é assai elevato e pare sulla strada di diventare un fatto compiuto.