Apple AR, forse non è come ce lo siamo immaginati finora

Mark Gurman, giornalista corrispondente di Bloomberg, noto esperto del mondo Apple, ha riportato attraverso una newsletter la notizia che i nuovi Apple AR saranno in realtà più propriamente dei visori MR: ovvero, visori non di realtà aumentata, bensì di realtà “mischiata”. Scopriamo che cosa significa e le ultime indiscrezioni riguardo al lancio previsto.

Apple AR Gurman VideoGiochi.com 12 Dicembre 2022
Fonte: Pixabay – VideoGiochi.com

Secondo Mark Gurman, esperto Apple e giornalista corrispondente di Bloomberg, non ci sono dubbi: i nuovi visori di realtà aumentata della Apple saranno dispositivi d’avanguardia, estremamente sofisticati, in grado di superare per prestazioni tutti i più importanti competitor del settore (in particolare Meta e Sony). Ma non saranno davvero dei visori AR.

Ed il motivo é semplice: perché “queste tecnologie semplicemente non esistono, almeno per ora”, come ha dichiarato nella sua newsletter settimanale “Power On”. In altre parole, per il momento nemmeno Apple sarebbe davvero in grado di mostrare dati calcolati in tempo reale da un computer sui display del visore.

E ciò verrebbe confermato anche dalle numerose posticipazioni che la Apple si é vista costretta ad annunciare relativamente al lancio dei suoi Apple AR, forse proprio nel tentativo di sviluppare la tecnologia necessaria a consentire di parlare propriamente di realtà aumentata, a tutti gli effetti. Come l’ultima posticipazione in ordine di tempo, che ha allungato di circa sei mesi le previsioni di lancio ufficiale, ora calendarizzato a fine 2023.

Un dispositivo di Mixed-Reality: se gli Apple AR diventano Apple MR

Nuovi Apple AR Gurman VideoGiochi.com 12 Dicembre 2022
Fonte: Pixabay – VideoGiochi.com

Secondo Gurman, quindi, mentre il dispositivo di Apple potrà garantire un’eccellente esperienza di realtà virtuale, supportato dal sistema xrOS, non permetterà tuttavia che vita reale e immagini generate al computer possano sovrapporsi. Le sue fotocamere potranno offrire un’esperienza senz’altro simile alla realtà aumentata, ma nulla più.

La fedeltà di riproduzione sui display della realtà in cui é immerso l’utente, e di riproduzione a bassissima latenza, sarà con ogni probabilità di grande effetto e darà la sensazione che il display sia effettivamente trasparente. Inoltre, anche le prime sovrimpressioni avranno la loro efficacia, come dati relativi a messaggi, chiamate o indicazioni stradali.

Ma si tratta ancora solo di un primo passo, ancora assai timido, verso quella che un giorno, e non possiamo dire per certo quando, potrà a tutti gli effetti essere considerata realtà aumentata. Come testimonia la data prevista per il lancio degli occhiali AR di Apple, forse al 2025. Serve tempo. Ed è un ambito tecnologico ancora tutto da implementare (e, non dimentichiamo, da capire se funziona).