Riceve pacco contenente un falso: Amazon nega il rimborso

Comprare sulla piattaforma di e-commerce più famosa del mondo ovvero Amazon non è sicuro come si potrebbe pensare e la prova è la storia di questo ragazzo e della sua odissea.

E la cosa più brutta è che per riuscire a far valere i suoi diritti e quindi farsi rimborsare da parte di Amazon, colpevole di nuovo di non vigilare su ciò che viene venduto sui suoi canali, c’è voluto l’intervento di uno dei colossi dell’informazione.

Riceve pacco contenente un falso: Amazon nega il rimborso
Riceve pacco contenente un falso: Amazon nega il rimborso (foto Unsplash)

Il resoconto fatto sui social dal ragazzo e dal padre rimette al centro la questione di come a volte sia meglio comprare nei negozi fisici e vicino casa piuttosto che cercare un affare impossibile online. Con il Natale che si avvicina questo racconto va decisamente tenuto presente. Ecco come sono andate le cose.

Un pezzo di plastica spacciato per GPU su Amazon, attenti a dove comprate

La storia ha al centro Matthew, fresco di high school, cui i genitori decidono di regalare una nuova scheda grafica per il suo computer e puntano a quella che sarebbe dovuta essere una geForce RTX 3060 zotac pagando 690 dollari canadesi. Ma l’entusiasmo per l’acquisto si è trasformato in cocente delusione quando, una volta che il pacco è giunto a casa di Matthew ed è stato aperto all’interno c’era solo una copia malfatta del case esterno della GPU riempito di una sostanza che lo stesso ragazzo ha descritto come simile al mastice e spruzzata all’interno solo per dare peso all’oggetto altrimenti leggerissimo.

Riceve pacco contenente un falso: Amazon nega il rimborso
Riceve pacco contenente un falso: Amazon nega il rimborso (foto Youtube)

Ma la parte peggiore deve ancora arrivare. Una volta capito di essere stato preso in giro, il ragazzo e suo padre hanno cercato di farsi restituire i 690 dollari canadesi da Amazon che però si è rifiutata dichiarando che per avere il rimborso occorreva che il ragazzo inviasse l’oggetto corretto. Cosa assai difficile dato che era stato truffato. Da parte della società si è trattato probabilmente di un sistema per evitare di essere gabbati da chi cerca di guadagnare fingendo di aver ricevuto oggetti diversi da quelli che erano stati ordinati. Ma sarebbe forse bastato controllare il passato di acquirente del ragazzo per capire che difficilmente poteva trattarsi di una truffa.

E Matthew e suo padre Francois avrebbero probabilmente perso quei 690 dollari canadesi se non avessero poi deciso di rivolgersi alla CBC, broadcaster più famoso di tutto il Canada, che a sua volta ha deciso di parlare direttamente con Amazon chiedendo spiegazioni riguardo il rimborso negato. E come per magia, la società ha deciso a quel punto di scusarsi e di restituire il denaro alla famiglia. Ora che si avvicina il Natale: attenti alle offerte troppo belle per essere vere non solo per i pezzi hardware ma anche per i videogiochi.