Presentato Habbo X, il social dei primi anni 2000 diventa videogioco

L’idea del metaverso non è qualcosa nata nella testa dei nuovi sviluppatori ma risale in realtà si può dire agli albori delle connessioni internet e all’inizio degli anni 2000 c’era una cosa chiamata Habbo. Da questo social che negli anni è diventato una sorta di universo parallelo arriva un esperimento sotto forma di videogioco.

Per festeggiare il passo avanti fatto da questa realtà che fa ora parte di Azerion c’è stato il lancio della versione alpha della prima stagione di quello che gli stessi sviluppatori definiscono gioco con web 3.0 completamente integrato. Si chiama Habbo X e il suo debutto si sta svolgendo in queste ore. Come sottolineato anche dal vice presidente della sezione Games e Content di Azerion Jurriaan van Teunenbroek, si tratta di un nuovo esperimento pioneristico che rientra nell’indole a sua volta ugualmente pionieristica e sperimentale del primo Habbo lanciato nel 2000. E se vi state chiedendo se ci sia qualcuno in questo ecosistema virtuale che ha superato ampiamente la boa dei vent’anni, qualcosa che i server di tanti videogiochi non vedranno mai, sappiate che i test pre-alpha di Habbo X hanno coinvolto oltre 950 possessori di un Habbo Avatar e che questi possessori di Avatar hanno passato all’interno del gioco 3850 ore.

piattaforma habbo x nft
Habbo X (videogiochi.com)

Il progetto sfrutta tutto ciò che le nuove tecnologie hanno da offrire trasformando il vuoto in una catena di alberghi virtuali in cui potete, utilizzando la moneta virtuale dell’ecosistema habbo, avere la vostra stanza. L’evento è cominciato ieri mentre oggi se avete già un Avatar avrete a disposizione mobilio per arredare il vostro spazio. Il sistema scelto da Azerion è quello degli NFT ma almeno stavolta nessuno sembra stare provando a spacciare un mucchietto di pixel per una opera d’arte inestimabile. Non che non esistano opere d’arte digitali inestimabili ma gli NFT tendono ad essere un po’ “grigi”.

Habbo e il metaverso prima del metaverso, arriva Habbo X

Sulla carta, il progetto che è stato presentato da Azerion assomiglia molto ai metaversi che stanno ora nascendo online ma, allo stesso tempo, sembra voler creare un ambiente simile a Roblox. Nato nel 2000 come comunità virtuale, al momento ci sono 9 hotel in cui si aggirano 600 mila utenti attivi ogni mese. Utenti che si trovano in 150 paesi del mondo. Di certo non si tratta di un luogo abbandonato come certi altri esperimenti. Lo stile scelto per questo universo è una pixel art con visuale isometrica che non è cambiata per niente dai primi anni 2000.

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Personaggi Habbo (videogiochi.com)

Nel corso degli anni lo sviluppo di questo ambiente virtuale non si è mai arrestato e basta fare un giro sui social, per esempio su Twitter, per vedere la quantità di immagini che vengono condivise in ogni momento. Ovviamente, in questo periodo di Natale la maggior parte sono immagini a tema natalizio con pacchetti regalo, stanze decorate, elfi e caminetti e poi la neve, neve artificiale ovunque. E con l’evento che ha aperto le porte di Habbo a tanti che magari non lo conoscevano (o lo davano per morto) il numero degli abitanti è destinato a crescere.

Come dovrebbe funzionare abbox

I creatori e gestori dell’universo Habbo hanno deciso di accogliere, questo il termine che hanno scelto di usare nel loro comunicato stampa, l’idea degli NFT e del web 3.0. Oggi 14 dicembre se avete un Habbo Avatar e possedete una delle nuove stanze NFT che sono state messe a disposizione potete aggirarvi dentro Habbo X liberamente. Se possedete un Avatar e volete fare acquisti, quello di cui avete bisogno sono crediti NFT oppure trovarvi sotto mano qualche spicciolo di Ethereum. Alcuni lotti virtuali sono infatti in vendita a 0,1 ETH con quelli più grandi che se ne vanno a 1,25 ETH. Con lo stesso sistema degli NFT è poi possibile decorare le stanze che si sono acquistate. Quello che però risulta più interessante è il fatto che grazie ad Habbo X ci sarà uno spazio in cui, un po’ come dentro Roblox, si potrà creare un proprio spazio con giochi ed esperienze da trasformare addirittura in esperienze da monetizzare.