Scienziati insegnano al cervello a giocare a Pong: il curioso esperimento sui neuroni

E’ alquanto curioso l’esperimento realizzato da alcuni scienziati australiani sul cervello, con l’obiettivo di dimostrare come le nostre cellule celebrali siano dotate di un’intelligenza intrinseca.

Cervello e Pong, 14/10/2022 - Computermagazine.it
Cervello e Pong, 14/10/2022 – Computermagazine.it

Gli studiosi del Paese dei canguri hanno deciso di sottoporre ad esperimento di preciso ottocentomila neuroni umani ma anche di topo, entrambi coltivati in provetta, e gli stessi hanno imparato a giocare a Pong. Per chi non sapesse di cosa si tratta, stiamo parlando di preciso del famoso videogioco in bianco e nero che fece la storia del settore videoludico e che di fatto simulava una partita di ping pong: due “trattini” verticali a destra e sinistra erano le racchette, mentre un quadratino che si spostava fra i due estremi dello schermo era la pallina. Lo studio sul cervello è stato in seguito pubblicato sulla rivista scientifica Neuron, attirando poi l’interesse della comunità internazionale. A realizzarlo è stato di preciso il gruppo di studiosi guidato dalla start-up Cortical Labs di Melbourne, che ha collegato i neuroni di cui sopra ad un computer, di modo da poter poi ricevere un feedback a seconda che la racchetta riuscisse o meno a colpire la pallina, così come riporta TgCom24.it. Nel corso dell’esperimento è emerso che gli impulsi delle cellule cerebrali divenivano sempre più intensi man manco che i neuroni riuscivano a colpire la pallina: “In questo modo – sottolinea TgCom24 – in base all’esperienza, le cellule possono modificare e adattare la propria attività, in tempo reale, per raggiungere uno scopo”.

Cervello e Pong, 14/10/2022 - Computermagazine.it
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IL CERVELLO GIOCA A PONG: IL CURIOSO ESPERIMENTO IN AUSTRALIA

L’esperimento ha quindi potuto dimostrare l’esistenza dell’intelligenza intrinseca delle cellule cerebrali, e potrebbe essere applicato nella vita reale per studiare malattie come l’epilessia o la demenza, da sempre un mistero della scienza e della medicina, ma anche essere sfruttato ad esempio per osservare gli effetti sul cervello di farmaci, droghe o alcol. Karl Friston, neuroscienziato dell’University College di Londra, ha commentato: “L’ aspetto bello e pionieristico di questo lavoro, risiede nel fornire ai neuroni le sensazioni, il feedback, ma soprattutto la capacità di agire sul loro mondo. Ciò è notevole in quanto non è possibile insegnare questo tipo di auto-organizzazione. A differenza di un animale domestico, questi mini cervelli non hanno alcun senso di ricompensa e punizione”. Così invece Brett Kagan, direttore scientifico della Cortical Labs: “Questo è l’inizio di una nuova frontiera nella comprensione dell’intelligenza. Lo studio non solo tocca gli aspetti fondamentali di cosa significa essere umani, ma anche di cosa significa essere vivi e intelligenti per elaborare informazioni ed essere senzienti in un mondo dinamico e in continua evoluzione”.