Anche Ubisoft nel ciclone, ambiente tossico dietro amato videogioco

Torniamo a parlare di discriminazione negli ambienti di lavoro e stavolta in mezzo ad una brutta storia si trova Ubisoft. A quanto pare, nella sede di Singapore dello studio francese si sono verificati comportamenti discriminatori e molestie.

Anche Ubisoft nel ciclone, ambiente tossico dietro amato videogioco
Anche Ubisoft nel ciclone, ambiente tossico dietro amato videogioco (foto: youtube)

Già un mese fa erano uscite fuori storie non del tutto edificanti proprio a riguardo di comportamenti discriminatori anche nel trattamento economico per i dipendenti dello studio di Singapore. A quanto pare, nonostante voci interne dichiarino che la situazione è comunque migliorata da quando Hugues Ricour non è più a capo dello studio la situazione non sembra ancora seguire un principio di uguaglianza.

Ma quello che riguarda Ubisoft Singapore non è soltanto una storia di discriminazione portata ai danni delle donne ma è anche un problema di disparità nel trattamento salariale.

Ubisoft Singapore, razzismo salariale

Anche Ubisoft nel ciclone, ambiente tossico dietro amato videogioco
Anche Ubisoft nel ciclone, ambiente tossico dietro amato videogioco (foto: Ubisoft Singapore)

Oltre alle accuse, che ormai sembrano all’ordine del giorno purtroppo, dei trattamenti discriminatori e delle presunte molestie sessuali ai danni delle impiegate per Ubisoft Singapore si aggiunge adesso anche l’accusa di aver probabilmente penalizzato gli impiegati locali rispetto a quelli esteri. In pratica i talenti locali, e usiamo questo termine perché Ubisoft da sempre si è posta come campione della promozione del talento, venivano pagati meno degli impiegati che da altri Paesi arrivavano a Singapore.

Se questo aspetto specifico di discriminazione venisse dimostrato come reale il Ministero del Lavoro potrebbe anche impedire ai lavoratori stranieri di Ubisoft che chiedessero permessi di lavoro a Singapore di poter arrivare. Da parte sua, Ubisoft ha dichiarato che la discriminazione e le molestie non sono tollerate dentro lo studio e ha spiegato che i compensi vengono calcolati in base al ruolo, le responsabilità, alle pratiche di mercato e alle performance.

Quello che sta riguardando Ubisoft Singapore, purtroppo, è solo l’ultimo episodio in ordine di tempo di comportamenti o presunti comportamenti discriminatori, che hanno avuto come oggetto le donne. Ma anche negli Stati Uniti le cose non vanno bene e per esempio è ancora aperta la questione dentro Riot Games per cui il dipartimento preposto dello Stato della California sta ancora indagando sui possibili comportamenti discriminatori di genere avvenuti nello studio.

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La viscida questione Activision Blizzard ricordiamo invece che sia conclusa il mese scorso con una cosa formale dopo due anni di indagini.