Usano Twitch per lavare soldi sporchi, 40 persone arrestate

Su Twitch capita di trovare veramente qualunque cosa. Anche la trama di un film tipo Le Ragazze di Wall Street.

La storia assurda che vi proponiamo oggi riguarda una associazione a delinquere che ha portato all’arresto di ben 40 persone accusate di utilizzare il social a base di video per riciclare denaro sporco. Quando si dice pensiero creativo.

Usano Twitch per lavare soldi sporchi, 40 persone arrestate
Usano Twitch per lavare soldi sporchi, 40 persone arrestate (foto: Unsplash)

La notizia è rimbalzata dai quotidiani turchi in tutto il mondo. I truffatori sono infatti residenti in Turchia. La polizia li ha arrestati martedì. Vediamo allora come funzionava il loro schema che è anche l’occasione per renderci conto di quelli che possono essere i problemi dei nuovi schemi economici mondiali che si stanno creando anche grazie e a causa delle criptovalute.

Truffa su Twitch, coinvolti diversi streamer

Questa attività illegale sarebbe cominciata ad emergere nel novembre dell’anno scorso quando un quotidiano turco ha iniziato ad interessarsi a un gruppo di piccoli streamer turchi con un seguito estremamente ridotto, si parla di neanche 50 fan, che però macinavano grandi quantità di denaro. L’interesse del quotidiano, il Daily Sabah, si era acceso però perché lo streamer Ahmet “Jahrein” Sonuç aveva pubblicamente dichiarato di avere le prove che qualcosa non andava.

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Usano Twitch per lavare soldi sporchi, 40 persone arrestate
Usano Twitch per lavare soldi sporchi, 40 persone arrestate (foto: Unsplash)

In pratica gli arrestati rubavano carte di credito o le clonavano e poi con queste carte di credito acquistavano bit, ovvero millesimi di Bitcoin, e poi pagavano con questi bit i piccoli Streamer che a loro volta li scambiavano con valuta reale con un, diciamo, tasso di cambio che consentiva agli streamer stessi di intascare due o tre dollari per ogni 10 dollari di bit che intascavano. In totale la polizia turca stima 9,8 milioni di dollari di giro d’affari. L’operazione a quanto pare era iniziata tra l’altro circa due anni fa ben prima che tutti cominciassimo a parlare insistentemente di Bitcoin. Quello che adesso resta da capire è quanto in realtà gli streamer coinvolti fossero a conoscenza del modo in cui ricevevano soldi e se ce ne sono altri coinvolti.

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Una considerazione a margine però vogliamo farla: siamo in un mondo in cui nessuno fa niente per niente, come è veramente possibile che a questi streamer non sia mai venuto in mente di farsi venire il dubbio? La risposta probabilmente è che anche se si sono fatti venire il dubbio che i soldi con cui venivano pagati non erano del tutto legali hanno preferito chiudere gli occhi.